Maria Polansky lascia l’Europa e torna a Vancouver
Dopo cinque anni nel Regno Unito, la canadese è rientrata: per lo stesso impiego guadagnava molto meno
Maria Polansky ha lasciato l’Europa ed è rientrata a Vancouver dopo cinque anni. Tra le ragioni della scelta c’è anche la differenza di stipendio: a parità di lavoro, in Europa percepiva meno.
La canadese aveva immaginato a lungo una vita dall’altra parte dell’Atlantico. L’esperienza, però, non ha confermato del tutto l’idea che si era costruita prima della partenza.
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Gli anni delle visite in Europa
Il legame con il continente era nato durante un viaggio compiuto con la madre tra Mosca e Londra. Da allora Maria aveva iniziato a considerare l’Europa una destinazione speciale e, durante le estati, raggiungeva la sorella che nel frattempo si era stabilita in Francia.
Le visite comprendevano Parigi e Tolosa, oltre a tappe in Spagna e Italia. In quel periodo la donna aveva maturato la convinzione che vivere in Europa significasse trovare “uno stile di vita complessivamente più sano, il cibo più buono e tutto più bello”.
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Il trasferimento per amore
La possibilità concreta di partire si presentò quando aveva 26 anni. A Vancouver conobbe un ragazzo britannico e tra i due nacque una relazione; quando il suo permesso canadese per vacanza-lavoro terminò, la coppia dovette affrontare la distanza.
Per poterlo raggiungere, Maria chiese un visto per il Regno Unito. Prima di trasferirsi era convinta che l’Europa fosse più bella e interessante della sua città natale, tanto da promettersi di tornare a Vancouver il più spesso possibile.
L’esperienza vissuta sul posto ha modificato quelle aspettative. Dopo cinque anni, Polansky ha deciso di rientrare in Canada anche perché lo stesso impiego le garantiva un reddito inferiore rispetto a quello ottenuto nella sua città.
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