Mare, 224,9 miliardi in gioco: la sfida italiana oltre la stagione estiva
Dal turismo nautico alla crocieristica, la filiera marittima chiede investimenti, infrastrutture e meno burocrazia per distribuire valore e occupazione in tutti i territori.
Vale 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del prodotto interno lordo italiano, e dà lavoro direttamente a oltre 1,13 milioni di persone. Sono i numeri dell’Economia del Mare, al centro della XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata al 66° Salone Nautico Internazionale da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas.
L’incontro, svoltosi a Milano il 5 ottobre, ha riunito i principali esponenti della filiera insieme al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Dal confronto è emersa la richiesta di considerare il mare non come un comparto isolato, ma come un sistema capace di collegare turismo, porti, industria, mobilità, cultura e attività produttive locali.
Un settore che moltiplica il valore
Secondo i dati presentati durante la conferenza, ogni euro prodotto direttamente dall’Economia del Mare ne attiva altri 1,8 nel resto del sistema economico. Il comparto comprende oltre 250mila imprese e, al suo interno, la nautica genera più di 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168mila posti di lavoro.
Mario Zanetti, presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare, ha definito il turismo una vera industria, sottolineando il contributo di porti, crociere e attività costiere. Nel 2026, secondo le previsioni illustrate, gli scali italiani raggiungeranno oltre 15 milioni di crocieristi, con quasi 6.000 approdi distribuiti in 60 porti e un valore economico stimato in circa 18 miliardi di euro.
La crescita, è stato evidenziato, dovrà essere accompagnata da una strategia di lungo periodo. Tra le priorità indicate figurano la distribuzione dei flussi durante tutto l’anno, la trasformazione digitale, il rafforzamento della competitività e la formazione di nuove professionalità.
Porti e territori devono fare rete
Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, ha posto l’accento sulla necessità di trattenere il valore generato dal turismo lungo le coste e di distribuirlo nelle aree circostanti. «Il mare deve diventare una porta d’accesso a un sistema turistico più ampio», ha affermato, indicando la necessità di connettere porti e città, ospitalità e nautica, mobilità e cultura, sport ed enogastronomia.
Anche Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, ha richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, aziende e associazioni. A suo giudizio, una rete comune può sostenere le imprese, rafforzare l’offerta di accoglienza e contribuire a ridurre le differenze economiche tra Nord e Sud, valorizzando anche agroalimentare, artigianato e strutture alberghiere.
La nautica da diporto, secondo lo studio realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, produce in Italia un impatto economico di 5,7 miliardi di euro. Di questa cifra, 2,1 miliardi derivano dalla spesa dei visitatori sul territorio, al di fuori dei porti e delle imbarcazioni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La richiesta di nuove regole
Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, ha sostenuto che gli approdi debbano diventare punti di ingresso ai territori, grazie a servizi adeguati, infrastrutture efficienti e un collegamento più stretto tra portualità e destinazioni turistiche. Il settore, secondo Formenti, dovrebbe essere inserito in modo pieno nelle politiche industriali e turistiche nazionali.
Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, ha segnalato una crescita media del 2,9% nella domanda di ormeggi stanziali. Risultano in aumento anche i superyacht, il transito delle grandi unità internazionali, il noleggio, il rimessaggio e gli interventi di manutenzione, sostenuti dall’incremento delle dimensioni medie delle imbarcazioni e dall’andamento del mercato dell’usato.
Per il 2027 Assomarinas prevede una sostanziale stabilità degli ormeggi stanziali, accompagnata però da una domanda vivace per i transiti legati al noleggio e ai superyacht stranieri. Per consolidare il comparto, Perocchio ha indicato come necessarie la revisione della normativa speciale sui porti turistici, il Dpr 509/97, e l’attribuzione della categoria catastale E1 alle strutture nautiche.
La linea indicata dal ministero
Nel suo intervento conclusivo, Gianmarco Mazzi ha riconosciuto le difficoltà sottoposte dagli operatori e ha ribadito il peso strategico del mare per l’economia nazionale. «Con oltre 8 mila chilometri di coste, il mare non è soltanto una straordinaria risorsa naturale, ma una vera infrastruttura economica», ha dichiarato, richiamando il ruolo di nautica e turismo marittimo nella creazione di ricchezza e occupazione.
Il ministro ha indicato tra gli obiettivi il miglioramento dell’accoglienza, l’innovazione, la sostenibilità, l’accessibilità e la digitalizzazione, insieme a norme più semplici e a una riduzione degli adempimenti burocratici. Ha inoltre definito l’America’s Cup un’importante occasione di visibilità internazionale per l’Italia.
La conferenza si è chiusa con la richiesta di una politica industriale organica per il mare, basata su investimenti, competenze e collegamenti tra le diverse filiere. L’obiettivo condiviso è fare in modo che l’espansione delle attività marittime produca benefici stabili anche per le comunità e le imprese dei territori coinvolti.
Continua a leggere
Conte si allontana? La legge elettorale può spingere al voto a maggio
Nel centrosinistra crescono i dubbi sulle mosse di Giuseppe Conte mentre la maggioranza prepara il voto decisivo e valuta elezioni anticipate insieme alle comunali.
Mare, la filiera vale 224,9 miliardi: la sfida per l’Italia
Dal turismo nautico alla crocieristica, il settore genera occupazione e ricchezza, ma chiede infrastrutture, regole più semplici e una strategia nazionale.
La bugia arriva prima del voto: così si prepara la campagna elettorale
Dalla Serbia alla Lettonia, le falsità diventano titoli e dibattiti prima che qualcuno possa verificarle: il rischio riguarda anche il modo in cui si informa l’elettorato italiano.
Droni sulla regione di Mosca: due morti e nove feriti
Le vittime sono state individuate in due località diverse, mentre i soccorritori hanno continuato a cercare tra le macerie di una casa colpita.