Mantovano: stupefacenti prima dei saccheggi nelle città italiane
Il sottosegretario ha parlato dei disordini del 17 e 18 ottobre durante un incontro sulle dipendenze a Firenze.
Alfredo Mantovano ha attribuito all’uso di sostanze stupefacenti un ruolo nei saccheggi e nelle devastazioni avvenuti in diverse città italiane il 17 e 18 ottobre. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle politiche antidroga, ne ha parlato a Firenze durante un incontro dedicato alle dipendenze, organizzato nell’ambito del Festival delle Regioni.
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Le parole del sottosegretario
Nel suo intervento in collegamento, Mantovano ha sostenuto che una parte dei giovani coinvolti nei disordini avrebbe assunto droghe prima di partecipare alle violenze. «Molti di questi ragazzi, o almeno una fascia, prima di darsi alle devastazioni e ai saccheggi hanno assunto sostanze stupefacenti», ha affermato, riferendosi agli episodi del 17 e 18 ottobre.
Il sottosegretario ha richiamato anche i disordini più limitati registrati nel fine settimana successivo. A suo giudizio, il rapporto tra consumo di droghe e condotte devianti tra gli adolescenti attraversa diverse forme di comportamento violento. «La vicinanza alle sostanze stupefacenti purtroppo attraversa ogni forma di devianza oggi presente a livello adolescenziale», ha aggiunto durante l’incontro.
Mantovano ha quindi riproposto una lettura già espressa in passato: l’abuso di alcol e droghe avrebbe un peso nelle manifestazioni di violenza giovanile che, secondo lui, non viene valutato abbastanza.
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Il precedente di Corinaldo
La posizione era stata esposta anche nell’ottobre 2024, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza. In quella sede Mantovano aveva definito «sottostimato» il legame tra il consumo eccessivo di alcol o stupefacenti e gli episodi violenti.
Tra gli esempi citati aveva indicato la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta nel dicembre 2018. In quell’occasione, un gruppo di giovani spruzzò spray urticante sulla folla per compiere furti: il panico provocò una calca nella quale persero la vita cinque ragazzi e una madre.
Le indagini sulla vicenda avevano poi documentato l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte delle persone condannate. Il caso è stato richiamato da Mantovano come precedente per sostenere l’esistenza di una relazione tra droghe, azioni criminali e violenze collettive.
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