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Attualità 5 min di lettura1 ora fa

Manovra, salta l’Irpef media: giovani e pensioni nel piano

Il Consiglio dei ministri esaminerà mercoledì una bozza, con coperture ancora aperte e cinque miliardi attesi dagli istituti.

Il governo rinuncerà, almeno per ora, alla riduzione dell’Irpef sui redditi superiori a 50mila euro. La legge di Bilancio sarà esaminata mercoledì dal Consiglio dei ministri, ma il testo definitivo arriverà in Parlamento soltanto la prossima settimana.

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Banche, il confronto sulle risorse

La principale copertura ancora da definire riguarda il settore finanziario. L’esecutivo punta a ricavare circa 5 miliardi dagli istituti, ma il negoziato non si è ancora chiuso: tra le possibilità figurano un incremento dell’addizionale Ires, un ulteriore aumento della Tobin tax e il rinvio al 2027 di alcune quote fiscali differite.

Forza Italia chiede che il prelievo non venga percepito come una misura punitiva. Il partito valuta anche un possibile coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti e l’esclusione delle banche di credito cooperativo. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha ricordato l’accordo triennale raggiunto l’anno scorso e ha affermato di non essere a conoscenza di una convocazione al ministero per affrontare il tema.


Sanità, fondi inferiori alle richieste

Nel Documento programmatico di bilancio sono indicati 2,4 miliardi aggiuntivi per la sanità. La cifra è nettamente più bassa rispetto ai 5,5 miliardi sollecitati dal ministro Orazio Schillaci e alle risorse richieste dalle Regioni per il periodo 2027-2029, quantificate in oltre 18 miliardi.

Forza Italia propone inoltre un sostegno compreso tra 300 e 500 euro per gli ultrasettantacinquenni con determinati limiti Isee, destinato alle spese escluse dal Servizio sanitario nazionale, comprese quelle odontoiatriche. Tra le alternative si considera un sistema di rimborso. Rimane incerta anche la cancellazione permanente del bollo auto per i veicoli meno potenti.


Regime agevolato per i lavoratori autonomi

Matteo Salvini ha rilanciato l’aumento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi e compensi per accedere al regime forfettario. L’intervento deve però rispettare le regole europee sull’esenzione dall’Iva.

Per questo si studia una soluzione distinta tra tassazione del reddito e obblighi sull’imposta sul valore aggiunto. In tale ipotesi, l’Iva tornerebbe a essere applicata oltre gli 85mila euro, riducendo il vantaggio dell’agevolazione.


Casa, detrazioni ancora da definire

L’orientamento prevalente è mantenere al 50% la detrazione per le ristrutturazioni, che dal 2027 scenderebbe al 36%. Dovrebbe essere confermata anche l’agevolazione per l’acquisto di elettrodomestici, mentre per l’Ecobonus si valuta un’aliquota fino al 65%.

Sul tavolo c’è una possibile regolarizzazione delle irregolarità legate al Superbonus, dai lavori incompleti alle asseverazioni non veritiere, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva. Noi Moderati propone invece un’aliquota del 5% sugli affitti abitativi di lunga durata e, in alternativa, una misura limitata agli immobili commerciali: entrambe le ipotesi restano incerte.


Pensioni, fondo per l’uscita anticipata

La Lega continua a chiedere la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni con almeno 36 anni di contributi. Per rendere praticabile la proposta si pensa a un fondo vicino al miliardo di euro, rinviando a gennaio la definizione delle categorie che potranno usufruirne. Salvini punta così a sostenere che la legge Fornero sia stata «superata».

Per finanziare la misura si valuta una revisione degli adeguamenti all’inflazione per gli assegni più elevati. Attualmente la rivalutazione è piena fino a quattro volte il trattamento minimo, pari a 611,85 euro mensili; scende al 90% tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% oltre sei volte.

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Giovani, meno imposte sui nuovi contratti

Tra le proposte in preparazione figura un insieme di agevolazioni per gli occupati più giovani. Per i nuovi assunti con meno di 35 anni e redditi tra 20mila e 30mila euro potrebbe essere applicata un’imposta del 5%; si aggiungerebbero una riduzione dell’Irpef per gli under 30 già occupati e un ampliamento dell’area esente per chi non ha ancora compiuto 25 anni.

L’obiettivo dichiarato è aumentare lo stipendio netto e frenare l’emigrazione dei lavoratori qualificati. Per le imprese si ipotizza inoltre di portare le maggiorazioni deducibili sulle assunzioni dal 130% al 140% per i giovani e fino al 180% per le madri giovani.

Il governo intende confermare anche il prelievo sostitutivo del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. La stessa impostazione potrebbe essere mantenuta per il lavoro notturno e festivo e per il salario accessorio dei dipendenti pubblici, con aliquote comprese tra il 10% e il 15%.

Sono allo studio un rafforzamento dei congedi parentali e la prosecuzione degli aiuti alle madri occupate. Lo sgravio contributivo attuale arriva a 3mila euro annui per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli; si valuta di estenderlo alle lavoratrici con almeno due figli. Restano tra le richieste anche la proroga dell’agevolazione per le scuole paritarie e il libretto previdenziale per i nuovi nati.


Irpef, escluso il taglio per i redditi medi

Le risorse disponibili, secondo il Documento programmatico di bilancio, ammontano a 10 miliardi. Cinque dovrebbero arrivare dal contributo del comparto finanziario, ancora da concordare, mentre la parte restante dipende dal maggiore disavanzo consentito dalla clausola nazionale attivata per difesa e sicurezza energetica.

Il taglio dell’Irpef per chi guadagna più di 50mila euro è stato quindi accantonato. Antonio Tajani aveva proposto di ampliare nel 2027 fino a 55mila euro lo scaglione soggetto all’aliquota del 33%, rinviando a 60mila euro il limite dell’anno successivo. La proposta è stata lasciata cadere durante il vertice di lunedì sera, perché considerata troppo onerosa rispetto al beneficio individuale.

Al suo posto è tornata l’ipotesi di tassare con un’aliquota ridotta le tredicesime dei contribuenti con redditi bassi. Il prelievo potrebbe essere fissato al 10% o al 15%.


Il calendario della manovra

Giancarlo Giorgetti ha spiegato che l’esecutivo porterà avanti «quello che è possibile, non l’impossibile». Il ministro dell’Economia ha aggiunto che con la Commissione europea sono stati compiuti passi avanti e che le proposte valutabili sarebbero state esaminate nella serata di martedì.

L’autorizzazione europea definitiva sui finanziamenti legati alla clausola nazionale è attesa a novembre. Per questo mercoledì il Consiglio dei ministri dovrebbe limitarsi a varare una bozza, mentre l’approvazione parlamentare inizierà dopo il consueto termine del 20 ottobre.

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