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Attualità 2 min di lettura52 min fa

Longevità, prevenzione e autonomia al summit di Milano

Scienziati, medici e istituzioni hanno discusso come allungare la vita riducendo malattie e pressioni sul Servizio sanitario nazionale.

L’Health & Longevity Summit 2026 si è svolto oggi a Milano, riunendo oltre 1.000 partecipanti tra sala e collegamenti online. L’incontro ha messo al centro il rapporto tra aumento dell’aspettativa di vita, prevenzione e mantenimento dell’autonomia.

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La prevenzione per proteggere la sanità

Promosso dal Gruppo Il Sole 24 ORE al Centro Congressi Fondazione Cariplo, l’evento ha coinvolto ricercatori, medici, rappresentanti delle istituzioni e della società civile. A guidare i lavori è stata Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice di Radio 24 per Obiettivo Salute.

Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, ha indicato nella prevenzione la condizione necessaria per sostenere il Servizio sanitario nazionale. «Dobbiamo utilizzare bene il Servizio sanitario nazionale che va preservato perché è una grande fortuna per noi e per quelli che verranno. Ma per mantenerlo e farlo sopravvivere abbiamo bisogno di una rivoluzione basata sulla prevenzione», ha affermato.

Secondo Garattini, una maggiore attenzione a movimento, riposo e alimentazione può contribuire a ridurre il rischio di malattia. Il ricercatore ha ricordato anche la diffusione della sedentarietà in Italia, dove il 60% della popolazione non svolgerebbe un’attività fisica sufficiente, e ha richiamato l’importanza di dormire adeguatamente e di non eccedere con il cibo.

Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha invece evidenziato i limiti politici e amministrativi degli interventi preventivi. A suo giudizio, queste misure ricevono poca attenzione perché «non ha ritorno elettorale». Tra gli esempi citati c’è la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale, associato alla bronchiolite, che ha portato a una forte diminuzione di casi e ricoveri. Bertolaso ha inoltre indicato nella burocrazia uno dei principali freni alla sanità pubblica.

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Corpo, mente e relazioni

Nel corso del summit si è parlato anche delle abitudini che incidono sulla qualità degli anni vissuti. Jury Chechi, medaglia olimpica nella ginnastica, ha partecipato al confronto con Damiano Galimberti, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e fondatore di I.L.S.A., organizzazione dedicata agli studi sulla longevità.

L’attività fisica è stata affiancata ai temi della nutrizione e dell’equilibrio personale. Il dibattito ha considerato anche il riposo, la capacità di gestire lo stress e il valore dei rapporti sociali, elementi che possono accompagnare il benessere lungo l’intero arco della vita.

Giuseppe Iannoccari, neuropsicologo e fondatore e presidente dell’Associazione Assomensana, ha affrontato il tema delle funzioni cognitive. L’allenamento mentale, insieme alle relazioni e agli altri comportamenti quotidiani, è stato presentato come parte di un percorso orientato non soltanto a vivere più a lungo, ma a conservare salute e indipendenza.

Tra i partecipanti all’appuntamento c’era anche Arisa. Il confronto ha quindi riunito competenze scientifiche, testimonianze pubbliche e rappresentanti delle istituzioni attorno alla sostenibilità dell’assistenza in una popolazione destinata a invecchiare.

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