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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, governo aperto alla Cisl: protestano sindacati e Caritas

Cgil, pensionati e scuola contestano tagli e priorità, mentre Tajani convoca Fumarola per discutere le modifiche

La legge di Bilancio ha provocato una raffica di critiche da sindacati, Caritas e opposizioni. Il governo, invece, ha deciso di approfondire le proposte della Cisl.

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Sanità e servizi sotto accusa

La Cgil contesta l’impianto complessivo della manovra e denuncia l’assenza di aiuti adeguati per chi vive di stipendio o pensione. Il sindacato richiama l’inflazione al 5,4%, la diminuzione dei salari reali, la crescita ferma e l’aumento delle bollette. Secondo la confederazione, le riduzioni dell’Irpef tra 100 e 500 euro riguarderanno per un solo anno i redditi compresi tra 50mila e 55mila euro, mentre la flat tax per i professionisti arriverà stabilmente fino a 100mila euro.

“sembra scritta dal governo di un altro pianeta”, è il giudizio espresso dalla Cgil. L’organizzazione sostiene che il 92% delle persone che vivono di lavoro o pensione non riceverà un sostegno adeguato e accusa l’esecutivo di destinare 14,4 miliardi aggiuntivi alle spese militari nel prossimo biennio, senza una strategia per gli investimenti dopo il Pnrr.

Anche sulla sanità pubblica il sindacato considera insufficienti le risorse aggiuntive, pari a 2,4 miliardi. Una parte consistente, secondo la Cgil, finirebbe al privato accreditato e alle aziende farmaceutiche, mentre 1,6 miliardi sarebbero destinati ai buoni per gli over 75. La mobilitazione culminerà nello sciopero generale del 20 novembre.

La Caritas chiede invece interventi strutturali su lavoro, transizione ecologica e salute. Il direttore don Marco Pagniello rileva il rischio che i fondi vengano distribuiti in misure numerose ma temporanee, con risultati limitati, e segnala le difficoltà di giovani e anziani nell’accesso a lavoro, casa, studio e cure.


Scuola e pensioni nel mirino

La Flc Cgil calcola che nel giro di tre anni verranno eliminati più di 14mila posti tra insegnanti e personale Ata. Ai 5.660 docenti e 2.174 Ata già ridotti nell’anno scolastico 2025-26 si aggiungeranno, dal 2027-28, altri 4.925 docenti e 2.049 unità amministrative, tecniche e ausiliarie.

La segretaria generale Gianna Fracassi sostiene che il calo demografico dovrebbe servire a diminuire il numero di alunni per classe e ad ampliare il tempo scuola, non a ridurre gli organici. La Flc contesta anche la proroga del contributo da 1.500 euro per gli istituti paritari, finanziato con 20 milioni, e l’assenza di fondi per il rinnovo del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca.

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Contro la riduzione del personale si sono schierate anche Confsal e Snals-Confsal, che hanno annunciato una mobilitazione. Secondo le organizzazioni, alle scuole vengono affidati compiti crescenti su inclusione, qualità didattica e servizi, ma con meno risorse professionali.

Sul fronte previdenziale, lo Spi Cgil critica il nuovo ridimensionamento della rivalutazione degli assegni. La segretaria Tania Scacchetti ricorda che, negli ultimi trent’anni, le modifiche alla perequazione avrebbero sottratto ai pensionati oltre 100 miliardi di euro, con conseguenze permanenti sul valore degli assegni superiori a cinque volte il minimo.

“le pensioni saranno usate ancora una volta come bancomat”, ha affermato Scacchetti. Il sindacato dei pensionati ha programmato iniziative il 16, 17 e 18 novembre, in vista dello sciopero generale. La manovra prevede inoltre un innalzamento dell’età pensionabile fino a 67 anni e 6 mesi nel 2029.


Il dialogo con la Cisl

La Cisl mantiene una posizione distinta dalle altre confederazioni. Pur criticando alcuni aspetti, tra cui le pensioni e quasi 7mila tagli tra docenti e personale Ata, la segretaria generale Daniela Fumarola rivendica le misure ottenute attraverso il confronto con il governo e non considera imminente uno sciopero.

Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha telefonato a Fumarola e ha concordato un incontro in settimana per esaminare le proposte della Cisl. Il ministro ha scritto sul social network X che è necessario ascoltare le ragioni del sindacato e ha confermato l’impegno del partito per una previdenza dedicata alle forze dell’ordine e alle forze armate, in relazione alle caratteristiche dei loro servizi.

La Cisl ha inoltre ricordato il lavoro comune sulla partecipazione dei dipendenti alla vita delle imprese. Fumarola ha definito il confronto produttivo, precisando però che il ricorso allo sciopero resta possibile come ultima opzione.

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