Malattie reumatologiche, a Siena il confronto che parte dal dolore
Il 24 ottobre Apmarr riunisce specialisti, pazienti e famiglie per parlare di diagnosi, terapie e sostegno psicologico nelle patologie reumatologiche e rare.
Dolore persistente, difficoltà nei movimenti e tempi diagnostici spesso lunghi possono modificare profondamente la quotidianità di chi vive con una malattia reumatologica. Le conseguenze non riguardano soltanto la salute fisica, ma anche l’equilibrio emotivo, i rapporti personali e la possibilità di mantenere le proprie abitudini.
Per affrontare questi aspetti, Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare organizza a Siena l’incontro “Apmarr incontra Siena: cura, benessere e comunità nelle malattie reumatologiche”. L’appuntamento è fissato per sabato 24 ottobre alle 9, nei locali di LaBotteghina Mad Aps, in via Tolomei 7.
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Il dolore non è soltanto fisico
Durante l’iniziativa si parlerà della necessità di considerare la persona nel suo insieme, senza separare la dimensione corporea da quella psicologica e relazionale. L’obiettivo è favorire una gestione più completa delle patologie, affiancando alle cure mediche strumenti utili per affrontare le difficoltà quotidiane.
Alessandra Rosabianca, psicologa e psicoterapeuta, sottolinea che arrivare presto alla diagnosi resta essenziale, ma non sempre è semplice, anche per la limitata conoscenza di queste malattie. «Il dolore non ha soltanto una dimensione fisica: la sua percezione è influenzata anche da fattori emotivi, cognitivi e relazionali», spiega, richiamando l’importanza di una rete composta da sanitari, familiari, caregiver e comunità.
Ricerca e ascolto dei pazienti
Il programma punta anche a mettere in relazione professionisti, associazioni e persone direttamente coinvolte. La varietà delle patologie reumatologiche, che comprende forme diffuse e condizioni rare, richiede infatti percorsi calibrati sulle diverse necessità assistenziali.
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Secondo Bruno Frediani, professore di Reumatologia dell’Università di Siena, studiare le malattie rare può aiutare a comprendere meccanismi biologici presenti anche in patologie più comuni. «Investire nella loro conoscenza significa contribuire al progresso dell’intera reumatologia», afferma, indicando nella collaborazione stabile tra specialisti e associazioni uno strumento per individuare meglio i bisogni reali dei pazienti.
Le risorse oltre i farmaci
L’incontro esaminerà anche alcune attività che possono affiancare il trattamento principale: supporto psicologico, tecniche di rilassamento, mindfulness, movimento e attività fisica adattata alle condizioni individuali. Integrate nel percorso di cura, queste pratiche possono sostenere l’autonomia e aiutare a gestire gli effetti della malattia.
L’iniziativa si rivolge a cittadini, operatori sanitari, pazienti con malattie reumatologiche e rare, familiari e caregiver. Per Apmarr, il confronto a Siena rappresenta un’occasione per rafforzare il legame tra assistenza, informazione e territorio, con l’obiettivo di rendere i percorsi terapeutici più vicini alla vita concreta delle persone.
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