691notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Machado rientra in Venezuela: la promessa che riaccende l’opposizione

Dopo mesi lontana dal Paese, la leader venezuelana annuncia il ritorno mentre il suo percorso politico resta segnato da divieti, accuse e tentativi di esclusione elettorale.

«Libereremo il nostro Paese e riporteremo a casa i nostri figli». La promessa di Maria Corina Machado riguarda anche la sua storia familiare: Ana Corina, Henrique e Ricardo, i suoi tre figli, vivono all’estero come milioni di venezuelani emigrati durante la lunga crisi economica. Secondo le Nazioni Unite, hanno lasciato il Paese circa 7 milioni di persone.

Machado sostiene un programma liberale, fondato sull’economia di mercato, e ha indicato nella possibile privatizzazione di Petroleos de Venezuela, la compagnia petrolifera statale, uno dei passaggi per rilanciare il Paese. L’azienda, principale fonte di entrate nazionali, ha visto crollare la produzione tra gestione inefficiente e corruzione.

Offerta del giorno25 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 67 giorni
********


Una leader tra premi e minacce

Nata a Caracas nel 1967, Machado ha conseguito una laurea in Ingegneria industriale all’Universidad Católica Andrés Bello e si è poi specializzata in finanza all’Instituto de Estudios Superiores de la Administracion. Il suo ingresso nella politica risale al 2002, quando fondò Sumate, organizzazione impegnata nel controllo delle elezioni e nella difesa dei diritti umani.

L’attività di Sumate, finanziata anche dagli Stati Uniti, le procurò un’accusa di tradimento e minacce di morte. Nel corso degli anni ha ricevuto il Premio Sakharov nel 2024, il Premio Magnitsky e il Premio Nobel per la pace nel 2025. In Venezuela è conosciuta anche come la “libertadora”, richiamo a Simón Bolívar, il “libertador” della tradizione nazionale.


Dalla politica ai divieti

Machado ha cofondato nel 2013 Vente, partito della libertà, e in precedenza era stata eletta deputata all’Assemblea nazionale per la legislatura 2010-2015, ottenendo il maggior numero di preferenze. Nel marzo del 2014, dopo aver denunciato davanti al Consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati americani le violazioni dei diritti umani attribuite al governo di Nicolás Maduro, fu allontanata dall’Assemblea per decisione del presidente della Camera, Diosdado Cabello.

Nel 2017, insieme ad Antonio Ledezma e Diego Arria, diede vita alla piattaforma SoyVenezuela, sostenuta da un Consiglio nazionale e aperta a diversi settori della società favorevoli al ritorno della democrazia. Machado è stata inoltre esclusa dai pubblici uffici per 15 anni, dopo aver appoggiato l’introduzione di sanzioni internazionali contro il Venezuela.


Il ritorno dopo mesi lontana

La leader dell’opposizione ha comunicato di essere nuovamente in Venezuela dopo quasi un anno trascorso fuori dal Paese. Il messaggio, pubblicato in spagnolo sulla piattaforma X, è stato breve: «Sono qui. Con voi».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

A confermare pubblicamente la notizia è stato Edmundo González Urrutia, ex candidato alla presidenza e alleato di Machado. González Urrutia ha rilanciato l’annuncio sostenendo che la dirigente si trovasse ormai sul territorio venezuelano.

Machado aveva lasciato il Venezuela nel dicembre dello scorso anno per recarsi a Oslo e ritirare il Premio Nobel per la pace 2025. Nicolás Maduro, catturato il 3 gennaio dagli Stati Uniti e detenuto al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, l’aveva definita “una nazista criminale”.


Gli ostacoli davanti alla dissidente

Nei mesi precedenti Machado aveva già provato a rientrare, a giugno e a settembre, attraverso il mare o con un volo, ma le autorità le avevano impedito di tornare. Sul suo conto pesano accuse di tradimento, terrorismo, cospirazione e omicidio.

Dal 2014 le era stato vietato di lasciare il Venezuela e, dopo la vittoria di Maduro alle elezioni presidenziali, aveva vissuto in clandestinità. Nel 2015 non le fu consentito di candidarsi alle legislative; nel 2024 venne esclusa anche dalla corsa presidenziale, nonostante avesse conquistato le primarie dell’opposizione con il 90 per cento dei 3 milioni di voti espressi.

Dopo l’esclusione, Machado sostenne González Urrutia, che a sua volta fu costretto a lasciare il Paese. La sua vicenda politica si colloca dentro il sistema chavista, al potere dal 1999 prima con Hugo Chávez, presidente fino al 2013, e poi con il suo erede Nicolás Maduro.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere