Lula, la promessa dopo il voto: il Brasile non sarà di nessuno
Dopo il ballottaggio, il presidente brasiliano rivendica la vittoria contro negazionismo e menzogne e mette la sovranità nazionale al centro del suo nuovo mandato.
La sovranità del Brasile è il tema scelto da Luiz Inácio Lula da Silva per accompagnare il ritorno alla presidenza dopo il ballottaggio. Nel primo discorso rivolto ai sostenitori, il leader ha assicurato che il Paese non accetterà di diventare terreno d’influenza per altri Stati.
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La vittoria contro le menzogne
Lula ha descritto il risultato elettorale come una battuta d’arresto per il negazionismo e per quella che considera una campagna fondata sulla falsità. Parlando alla sua base, ha ammesso di aver provato disagio durante i confronti pubblici della campagna elettorale.
«È stata una sconfitta per il negazionismo e le menzogne. Devo confessare che, ogni volta che partecipavo a un dibattito, provavo imbarazzo», ha detto nel suo intervento dopo l’esito del voto.
Il presidente, al suo quarto mandato, ha poi ringraziato gli elettori brasiliani. Nel messaggio successivo alla vittoria ha promesso di rappresentare l’intera popolazione, senza distinzioni legate al genere o alla religione.
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L’avvertimento sulla sovranità
Nel discorso non sono mancate le critiche a Jair Bolsonaro, suo avversario politico. Lula ha però concentrato soprattutto l’attenzione sull’indipendenza del Brasile e sulla necessità di difenderne le scelte nazionali.
«O la patria resta libera, o moriamo per il Brasile. Questo Paese non accetterà di essere il cortile di nessuno», ha dichiarato, ribadendo con toni netti la sua posizione sulla sovranità del Paese.
Il risultato del ballottaggio consegna così a Lula un nuovo mandato presidenziale e apre una fase nella quale il presidente dovrà rivolgersi anche ai cittadini che non lo hanno sostenuto. Il suo primo intervento dopo il voto ha unito il ringraziamento agli elettori, la condanna delle menzogne e l’impegno a difendere l’autonomia del Brasile.
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