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Londra e Ue, intesa per ridurre i controlli alimentari

La bozza sarà esaminata oggi dai 27 Stati membri e prevede nuovi impegni sulle regole sanitarie

Regno Unito e Unione europea hanno definito una bozza per alleggerire i controlli sulle esportazioni agroalimentari tra le due aree. Il documento sarà sottoposto oggi all’esame dei 27 Paesi membri a Bruxelles.

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Meno costi per le imprese

L’intesa riguarda formaggi, carne, vino, fiori e piante. Se approvata, consentirà agli operatori di ridurre gli adempimenti richiesti per spedire le merci attraverso la Manica, con vantaggi per migliaia di aziende britanniche ed europee.

Tra gli oneri destinati a scomparire figurano i certificati sanitari per l’export, che costano 200 sterline, e quelli fitosanitari da 25 sterline. Il progetto prevede inoltre l’eliminazione delle spese per le verifiche veterinarie, delle certificazioni biologiche, di una parte delle tasse portuali e dei costi legati ai controlli di qualità.


Le regole dopo Brexit

Il testo, composto da 200 pagine, disciplina la cooperazione sanitaria e fitosanitaria. Per ottenere l’accesso più semplice al mercato europeo, Londra dovrebbe mantenere un adeguamento continuo alle norme dell’Unione in materia fitosanitaria.

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La misura riaprirebbe anche il mercato europeo a prodotti britannici come salsicce, hamburger e molluschi. Secondo il sindacato nazionale degli agricoltori britannici, le vendite agroalimentari del Regno Unito verso l’Ue si sono ridotte di un terzo dopo Brexit.


Il riavvicinamento tra Londra e Bruxelles

Il negoziato si è sviluppato nel tempo e rappresenta uno dei primi risultati concreti del percorso di riavvicinamento all’Unione annunciato dal premier Andy Burnham. Il capo del governo britannico ha più volte attribuito a Brexit conseguenze negative per l’economia del Paese.

Burnham ha anche indicato come possibile obiettivo futuro un nuovo ingresso del Regno Unito nell’Unione europea. Prima di diventare operativo, l’accordo sui prodotti agroalimentari dovrà comunque essere discusso e valutato dai governi dei 27 Stati membri.

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