Levante, la svolta dopo anni di malinconia: cosa ha scoperto
Dalla perdita del padre alla terapia iniziata da adulta, la cantautrice racconta il percorso che l’ha portata a riconoscere e gestire una depressione iniziata nell’infanzia.
La cantautrice attraversa oggi una fase che descrive come serena e ritrovata. Accanto a lei c’è Pietro, il compagno con cui sta da sette anni, capace di capire rapidamente quando qualcosa non va; intanto Levante prepara i nuovi appuntamenti legati all’album “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”.
Il concerto alla Santeria Toscana 31 di Milano del 17 novembre, seguito da quello del 22 novembre, ha registrato il tutto esaurito. Per questo è stata aggiunta una terza data, fissata per il 4 dicembre.
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Una serenità conquistata nel tempo
Parlando del presente, Levante si è definita «serena, felice, in equilibrio» e ha parlato di una rinascita maturata dopo un cammino lungo. Il sostegno di Pietro, ha spiegato, è particolarmente importante perché il compagno riesce a cogliere i segnali del suo disagio prima ancora che lei li esprima.
Questa stabilità è arrivata dopo anni complessi e dopo un lavoro personale profondo. La cantautrice ha raccontato di aver imparato gradualmente a contenere il malessere, senza considerarlo più soltanto una caratteristica del proprio temperamento.
Il dolore rimasto senza nome
Levante ha compreso soltanto in età adulta di avere alle spalle una depressione cominciata da bambina. Intorno ai 33-34 anni ha iniziato un percorso terapeutico, spinta dalla consapevolezza che qualcosa non funzionasse: «Stavo male».
Per molto tempo aveva interpretato quella sofferenza come semplice malinconia, legandola alle esperienze poco felici della sua vita. Poi ha riconosciuto che anche quando le circostanze cambiano, alcune ferite continuano a lasciare il segno; oggi dice di riuscire, passo dopo passo, a tenere sotto controllo la depressione.
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Prima della perdita, una bambina vivace
Da piccola Levante si descriveva come una bambina esuberante, creativa e piena di fantasia. Era l’ultima di quattro fratelli, con una differenza d’età notevole rispetto agli altri, e in casa si sentiva molto amata e seguita.
La presenza dei fratelli maggiori le aveva dato la sensazione di avere molti punti di riferimento. Crescere rapidamente, ha raccontato, non le era sembrato difficile. La svolta arrivò con la morte del padre, avvenuta quando aveva nove anni.
Il lutto e la famiglia da ricostruire
Il padre, che Levante ricorda come molto affettuoso ma anche severo, morì nel 1996. Con lei, essendo la figlia più piccola, aveva mostrato una tenerezza e una disponibilità che non aveva riservato allo stesso modo agli altri figli. La cantautrice conserva poche fotografie insieme a lui e considera quell’estate la più dolorosa della sua esistenza: «Il 1996 è stata l’estate più brutta della mia vita».
Dopo la scomparsa dell’uomo che rappresentava il sostegno della casa, la madre si trovò a 38 anni con quattro figli, senza un impiego e senza diploma. Decise però di ripartire: studiò, conseguì il titolo e trovò lavoro. La famiglia lasciò anche la Sicilia, ormai associata a troppi ricordi dolorosi e a una sofferenza diventata più forte della gioia.
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Ospite di Verissimo, la cantautrice ha parlato della perdita del padre, della depressione vissuta da bambina e del nuovo equilibrio raggiunto prima dei concerti milanesi.
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