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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Leone XIV spedisce a Chicago la scheda per il voto

Il Pontefice, cittadino statunitense residente all’estero, è ancora registrato in Illinois e ha scelto il voto per corrispondenza.

Papa Leone XIV ha votato per posta alle elezioni di metà mandato degli Stati Uniti. La scheda è stata inviata a Chicago, dove il Pontefice risulta ancora registrato come elettore nello Stato dell’Illinois.

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Il voto dagli Stati Uniti

Il Vaticano ha confermato che Leone XIV, cittadino statunitense residente fuori dal Paese, ha richiesto di partecipare alla consultazione attraverso il voto per corrispondenza. Le elezioni per il rinnovo di metà mandato si terranno il 3 novembre e potrebbero modificare gli equilibri alla Camera dei rappresentanti e al Senato durante la seconda parte della presidenza di Donald Trump.

La Sala Stampa della Santa Sede ha spiegato che il Papa «ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti ogni volta che ne ha avuto la possibilità». La scelta di inviare la scheda a Chicago rientra, secondo il Vaticano, in una consuetudine di partecipazione alla vita civica americana.


Gli anni vissuti in Perù

La Santa Sede ha aggiunto che il Pontefice ha votato anche durante il periodo trascorso in Perù, ma soltanto nelle occasioni in cui le regole gli consentivano di farlo. La precisazione riguarda gli anni in cui Leone XIV viveva nel Paese sudamericano prima di essere eletto al soglio pontificio.

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Il Vaticano ha riferito inoltre che il Papa considera la partecipazione democratica un diritto e, insieme, un dovere dei cittadini. La sua posizione è stata sintetizzata nella convinzione che gli elettori debbano prendere parte ai processi democratici quando ne hanno la possibilità.


I rapporti con Donald Trump

Nei mesi scorsi Leone XIV è stato criticato da Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha giudicato troppo prudente l’atteggiamento del Pontefice sulla guerra avviata da Washington contro l’Iran.

Le tensioni sono emerse mentre negli Stati Uniti si avvicinava il voto del 3 novembre. La consultazione deciderà la composizione della Camera e del Senato nella seconda parte del mandato presidenziale di Trump.

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