Legge elettorale, il voto segreto è il prossimo scontro alla Camera
Dopo il via libera agli articoli 1, 2 e 3, il governo si prepara alla votazione conclusiva dell’8 ottobre tra le proteste delle opposizioni.
Il passaggio più delicato per la nuova legge elettorale non è ancora arrivato: la Camera dovrà esprimersi sul testo complessivo a scrutinio segreto. Il governo, intanto, ha superato anche la prova di fiducia sull’articolo 3, dopo aver ottenuto il sostegno dell’Aula sui primi due articoli nella giornata del 6 ottobre.
La fiducia supera un altro passaggio
La terza giornata di votazioni riguarda una disposizione con effetti territoriali sui collegi dell’Alto Adige. L’articolo 3 interviene infatti sulle circoscrizioni di Merano, Bressanone e Bolzano, modificando l’assetto previsto dalla riforma.
Nella stessa giornata la Camera è chiamata a votare anche sull’articolo 8. La norma riguarda l’estensione del diritto di voto fuori sede alle persone impegnate nell’assistenza di familiari, tema inserito nel percorso parlamentare della nuova legge elettorale.
Il voto segreto accende lo scontro
Il calendario prevede per l’8 ottobre la votazione finale sul provvedimento. Il ricorso allo scrutinio segreto ha provocato una dura reazione delle opposizioni, che lo hanno interpretato come uno «schiaffo al Parlamento».
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Il Partito democratico ha attaccato la riforma e il suo percorso parlamentare, definendola «figlio della paura, del fallimento e del disprezzo». Nel dibattito politico il testo viene indicato dalla maggioranza come Stabilicum, mentre gli avversari lo chiamano anche Melonellum.
Il governo ha già incassato la fiducia sulle modifiche introdotte dal Senato nei primi due articoli. Ora il confronto si concentra sugli ultimi voti alla Camera: prima le disposizioni ancora da esaminare, poi il giudizio definitivo sul provvedimento nella seduta dell’8 ottobre.
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