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Attualità 3 min di lettura13 ott

Lega e Forza Italia, la sfida interna che riapre il gioco delle primarie

Salvini prepara il congresso di Milano per consolidare la leadership, mentre Tajani propone un confronto aperto sulla guida di Forza Italia.

La partita per la guida del centrodestra si riapre su due fronti. Matteo Salvini lascia formalmente la segreteria della Lega in vista del congresso straordinario di Milano del 24 e 25 ottobre, mentre Antonio Tajani mette sul tavolo congressi e primarie per decidere il futuro di Forza Italia. In entrambi i casi, la leadership attuale cerca una nuova legittimazione, ma deve misurarsi con richieste di cambiamento e maggiore partecipazione.


Salvini prepara il congresso di Milano

Le dimissioni del leader leghista erano state pianificate e servono a consentirgli di presentare nuovamente la propria candidatura. L’obiettivo è arrivare alla conferma senza concorrenti, dopo mesi segnati da tensioni interne. Salvini ha però respinto l’idea che nel partito esista una componente organizzata di dissidenti e ha invitato tutti a portare le proprie proposte al congresso.

Nel frattempo, la struttura dirigente è stata ridisegnata: i tre vicesegretari hanno perso l’incarico e Alberto Di Rubba, finora tesoriere, è stato indicato come vicesegretario vicario fino all’appuntamento congressuale. A presiedere i lavori sarà Lorenzo Fontana. Il nuovo simbolo della Lega dovrebbe inoltre non riportare più la dicitura «Salvini premier», mentre una segreteria politica dovrebbe favorire il coinvolgimento dei diversi territori.


Il Nord chiede più spazio

La possibile riconferma di Salvini non chiude il confronto sulla linea del partito. Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, e Attilio Fontana, presidente della Lombardia, hanno chiesto maggiore attenzione per le esigenze del Nord, riportando al centro un tema destinato a pesare nel dibattito congressuale.

Le votazioni sulle mozioni e sugli atti di indirizzo saranno palesi. Salvini punta così a trasformare il congresso in un passaggio di discussione interna, ottenendo al tempo stesso un mandato rinnovato in vista delle prossime elezioni politiche, che continua a collocare nell’autunno del 2027. Non è tuttavia escluso uno scenario anticipato in primavera.

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Tajani apre il confronto azzurro

Anche Forza Italia deve affrontare una discussione sulla propria direzione. Tajani ha ipotizzato una consultazione degli elettori sul programma e sulla leadership, attraverso congressi o primarie accessibili anche a chi non è iscritto al partito. «Se qualcuno vuole cambiare dobbiamo chiederlo al nostro popolo», ha affermato in un’intervista al Fatto Quotidiano.

La proposta sembra rivolgersi soprattutto a Roberto Occhiuto. Il presidente della Calabria chiede da settimane un rinnovamento degli azzurri e ha espresso critiche sulla gestione del segretario. L’apertura di Tajani arriva mentre la famiglia Berlusconi ha ribadito il sostegno alla sua guida, lasciando comunque spazio a un confronto sul metodo con cui rafforzare il partito.


Milano resta un banco di prova

Sul piano delle alleanze, Salvini continua a sostenere l’idea di primarie del centrodestra per individuare il candidato sindaco di Milano. La sua preferenza va a Silvia Sardone, ma la scelta finale, in assenza di un’intesa tra i partiti, dovrebbe essere affidata agli elettori.

Il tema milanese si intreccia con la più ampia discussione sulla selezione dei candidati e sulla rappresentanza della base. Mentre la Lega si prepara a un congresso costruito attorno alla riconferma del segretario, Forza Italia valuta strumenti più aperti per misurare consenso e orientamenti del proprio elettorato.

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