Lazio, il primato ha un punto debole: il dato che preoccupa Gattuso
Ventidue punti e appena cinque reti incassate hanno portato i biancocelesti in vetta, ma la produzione offensiva resta inferiore a quella delle rivali.
La Lazio ha costruito il suo primo posto soprattutto sulla capacità di concedere pochissimo, non su un dominio continuo del gioco. Dopo otto giornate la squadra di Gennaro Gattuso è ancora imbattuta e ha raccolto 22 punti, ma il rendimento offensivo lascia aperta la domanda più importante: questa solidità basterà per restare davanti fino in fondo?
Gattuso ha spiegato che il salto mentale è arrivato dopo il 3-0 rifilato alla Juventus all’Allianz Stadium. Da quel momento Zaccagni e compagni avrebbero acquisito una consapevolezza diversa. «La Lazio là in testa non c’entra nulla», aveva detto il tecnico, anche se i numeri raccontano una realtà in parte opposta.
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Il limite è creare occasioni
Il dato più delicato riguarda infatti la costruzione della manovra. La Lazio produce 1,35 gol attesi a partita, una media che vale soltanto l’undicesimo posto: molto più in alto si trovano l’Inter, a quota 2,76, e la Roma, ferma a 2,01.
Anche il possesso palla, pari al 50,7%, fotografa una squadra collocata nella zona centrale della graduatoria. Il primato sembra quindi dipendere dalla capacità di sfruttare bene le opportunità disponibili e di proteggere il vantaggio, più che da una supremazia costante sugli avversari. Le occasioni non sono numerose, ma spesso risultano sufficientemente pulite per essere trasformate.
Cinque gol subiti non per caso
Il reparto arretrato rappresenta invece una certezza concreta. Con appena 5 reti incassate, la Lazio possiede la migliore difesa del campionato; il rendimento non è spiegato soltanto dalle prestazioni di Mandas, tornato a offrire risposte di grande efficacia tra i pali.
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Gli avversari producono appena 0,76 gol attesi per gara contro i biancocelesti. Dopo otto turni, una cifra simile non può essere considerata casuale: la squadra limita gli spazi, difende bene la propria area e riduce al minimo la qualità delle occasioni concesse. È su questa base che è nato il primato.
Dove la squadra deve crescere
La Lazio non eccelle però in tutti gli indicatori legati al controllo del campo. È ultima per percentuale di duelli vinti, con il 45,1%, e occupa l’ultimo posto anche nei recuperi alti, appena 12. Restano sotto la media pure i duelli aerei e l’accuratezza dei cross.
Un’altra criticità emerge sulle palle inattive difensive. In queste situazioni la squadra concede 0,54 gol attesi a partita, un valore che la colloca al diciassettesimo posto. Gattuso dovrà quindi lavorare soprattutto sulla fase di creazione e sulla gestione dei calci piazzati, perché una maggiore quantità di occasioni potrebbe rendere il rendimento offensivo più sostenibile.
La tenuta difensiva, al momento, appare strutturale e non legata alla fortuna. Il dubbio riguarda piuttosto la durata di un primato costruito con una produzione offensiva contenuta. Per questo la provocazione dell’allenatore può avere un fondo di verità: la Lazio deve ancora dimostrare di poter restare lassù anche quando sarà chiamata a creare molto di più.
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