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Attualità 1 min di lettura3 giorni fa

Lavrov all’Onu accusa l’Occidente: la forza bruta minaccia il mondo

Il ministro russo denuncia il tentativo di preservare vecchi privilegi e rivendica l’ascesa di nuovi centri sovrani

Secondo Serghei Lavrov, il sistema internazionale sta cambiando mentre una parte delle potenze tradizionalmente dominanti tenta di conservare il proprio peso. Il ministro degli Esteri russo ha sostenuto che «la minoranza, che ha dominato per 500 anni grazie alle risorse altrui, continua a cercare di mantenere i propri privilegi e di imporre le proprie regole a tutti gli altri».


Nuovi equilibri contro i vecchi privilegi

Nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, Lavrov ha descritto la nascita di una configurazione globale fondata su più poli. A suo giudizio, gli Stati del Sud globale e dell’Oriente stanno diventando soggetti autonomi, intenzionati a difendere il proprio sviluppo senza sottostare a condizionamenti esterni.

Il capo della diplomazia russa ha collegato questa evoluzione alla linea internazionale di Mosca, affermando che essa sarebbe condivisa da numerosi Paesi amici. La prosperità, nella sua ricostruzione, dovrebbe riguardare l’insieme degli Stati e non restare concentrata nelle mani di pochi.

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L’accusa contro l’Occidente

Lavrov ha poi rivolto parole dure ai Paesi occidentali, accusandoli di ricorrere alla potenza per condurre iniziative difficili da prevedere. «L’Occidente continua a usare la forza bruta per agire in modo imprevedibile», ha dichiarato davanti all’Assemblea, collegando questo comportamento ai rischi per la sicurezza e il benessere di milioni, se non miliardi, di persone.

Nel richiamare una precedente posizione di Vladimir Putin, il ministro ha affermato che il predominio di una singola potenza starebbe diventando incontrollabile. La conclusione di Lavrov è netta: questa dinamica, ha detto, rappresenta un pericolo non soltanto per chi la subisce direttamente, ma per tutti gli altri Paesi.

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