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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Kramatorsk sotto attacco, il volontario: «Safari umano»

Roberto Falletti racconta da Kramatorsk evacuazioni tra droni, artiglieria e condizioni senza luce, acqua né riscaldamento

Un furgone blindato è arrivato a Kramatorsk per sostenere i vigili del fuoco nelle evacuazioni dei civili. Lo ha riferito Roberto Falletti, referente dell’associazione umanitaria La Memoria Viva, collegato dalla città ucraina.

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Evacuazioni tra i bombardamenti

Durante il collegamento si sono sentiti colpi di artiglieria. Falletti ha spiegato che un suo collega controllava continuamente il cielo, perché droni e ordigni possono colpire senza preavviso.

Secondo il volontario, nella zona operano aviobombe, droni Shahed e altri apparecchi senza pilota. Gli attacchi, ha riferito, prendono di mira anche i mezzi di soccorso: «È uno sciame che colpisce civili e mezzi di soccorso».

L’ordine di evacuazione obbligatoria riguarda Kramatorsk, dove le condizioni di sicurezza non consentono di utilizzare normali automobili. I veicoli corazzati raccolti grazie alle donazioni private permettono invece di proteggere sia gli operatori sia le persone da trasferire.


Una città quasi deserta

Prima dell’inizio della guerra Kramatorsk contava circa 150mila abitanti. Oggi, secondo la testimonianza di Falletti, nella città sono rimaste tra 2mila e 3mila persone, prive di elettricità, acqua e riscaldamento.

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La circolazione è diventata estremamente rischiosa. «In auto è impossibile circolare. Si può circolare a piedi, ma è un safari umano», ha raccontato il referente de La Memoria Viva.


Il trasferimento verso Kharkiv

Le operazioni vengono organizzate in tempi molto brevi. I residenti entrano nelle abitazioni per recuperare alcuni effetti personali, quindi vengono accompagnati fuori dall’oblast del Donetsk.

La destinazione indicata è l’area di Kharkiv, anche se per gli sfollati non esiste ancora una prospettiva definita. Molti hanno perso la casa e i propri beni e devono ora ricostruire la loro vita lontano da Kramatorsk.

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