Kitase: Final Fantasy continuerà a sperimentare
A Lucca il producer parla di Revelation, dei fan e delle idee che guideranno i prossimi giochi della serie
Yoshinori Kitase ha presentato a Lucca Comics & Games 2026 la direzione della saga di Final Fantasy e il prossimo capitolo della trilogia dedicata al settimo episodio, Revelation. Il producer ha ripercorso anche quasi 35 anni di lavoro nella serie, dagli inizi in SquareSoft fino all’attuale esperienza in Square Enix.
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Nuovi giochi oltre la trilogia
Secondo Kitase, il gruppo che ha realizzato Rebirth e sta lavorando a Revelation non ha ancora una composizione definitiva per il progetto successivo. Nel frattempo, però, la collaborazione ha permesso ai membri della squadra di sviluppare competenze sempre più solide: il nucleo principale potrebbe quindi tornare a lavorare insieme su un nuovo titolo di Final Fantasy.
Il producer ha escluso che il futuro della saga passi soltanto dai capitoli numerati e dalle tecnologie più avanzate. I tempi e i costi di produzione dei giochi principali spingono a sviluppare anche progetti collaterali, capaci di proporre grafica, struttura e atmosfere differenti. «Da un lato porteremo avanti la frontiera delle nostre tecnologie, dall’altro esploreremo stili e storie dal sapore più nostalgico», ha spiegato durante l’incontro.
Il peso delle scelte dei giocatori
Per costruire Revelation, il team ha analizzato le reazioni del pubblico ai due episodi precedenti. I commenti sui singoli protagonisti hanno aiutato gli sviluppatori a individuare gli elementi della storia e delle personalità che, secondo i fan, meritavano maggiore spazio.
Queste indicazioni hanno inciso soprattutto sul terzo capitolo della trilogia. L’obiettivo, ha chiarito Kitase, era accompagnare ogni personaggio verso una conclusione coerente e soddisfacente, senza privilegiare soltanto quelli più amati dal pubblico.
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L’eredità di Final Fantasy
Kitase è entrato in SquareSoft durante la produzione di Final Fantasy V. Ha poi contribuito a capitoli come Final Fantasy VII e Final Fantasy X, oltre a seguire il progetto remake del settimo episodio. Proprio il quinto gioco rappresentò per lui il momento in cui comprese le possibilità della serie: l’accoglienza positiva ottenuta dalla combinazione di temi diversi mostrò una strada più ampia rispetto alle origini.
All’inizio, i giochi di ruolo della saga guardavano soprattutto alle ambientazioni occidentali. In seguito, gli sviluppatori integrarono nel loro lavoro suggestioni provenienti da manga e anime, fondendole con quanto costruito nei capitoli precedenti. Da quella combinazione nacque un’identità che, secondo Kitase, portò Final Fantasy a sperimentare soluzioni allora poco comuni nei videogiochi.
Il producer ha infine collegato la propria formazione cinematografica al modo di costruire le immagini nei giochi. I designer più giovani, cresciuti con la grafica computerizzata, immaginano invece movimenti e inquadrature molto diversi da quelli pensati dalla sua generazione. «Se devo lasciare qualcosa alle generazioni future è proprio la consapevolezza di come cambiano le cose nel corso del tempo e la volontà di continuare a crescere per creare qualcosa di migliore», ha detto a Lucca.
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