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Attualità 2 min di lettura9 ore fa

Kiev, lezioni a distanza per 18 giorni dopo la notte dei missili

Esplosioni e interventi della contraerea hanno accompagnato l’allarme nella capitale, mentre l’università Taras Shevchenko sospende le attività in presenza fino al 16 ottobre.

L’Università Nazionale Taras Shevchenko di Kiev trasferirà le lezioni sulla rete dal 29 settembre al 16 ottobre. La decisione arriva dopo una notte segnata da esplosioni, allarmi per missili balistici e danni segnalati in diversi punti della capitale ucraina.


L’università sceglie la didattica a distanza

L’ateneo ha motivato la sospensione delle lezioni in presenza con il peggioramento delle condizioni di sicurezza nella città. Alla base della scelta c’è anche l’aumento degli attacchi contro Kiev, che ha spinto l’università a organizzare per oltre due settimane le attività didattiche da remoto.

Il provvedimento riguarda il periodo compreso tra il 29 settembre e il 16 ottobre. La misura è stata annunciata mentre nella capitale erano ancora in corso le conseguenze dell’attacco notturno e le autorità invitavano la popolazione a rispettare gli allarmi.


Kiev colpita durante la notte

Le sirene sono state attivate dopo l’avviso dell’aeronautica ucraina: «Nuovi missili balistici si stanno dirigendo verso Kiev». Poco dopo, i residenti hanno riferito di avere udito forti detonazioni, mentre la difesa antiaerea entrava in azione.

Il sindaco Vitaly Klitschko ha riferito che nel distretto di Solomyanskyi alcuni frammenti di un razzo sono finiti nel cortile di un’abitazione, senza provocare incendi. Nella stessa zona un’infrastruttura è stata colpita all’interno di un edificio amministrativo, ma anche in questo caso non sono state segnalate fiamme.

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A Pechersk, invece, un incendio ha interessato un edificio non residenziale di tre piani. Le informazioni diffuse dal sindaco riguardano gli effetti dell’attacco sulla capitale, senza indicare nel testo un bilancio complessivo delle vittime.


Mosca rivendica obiettivi militari

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’operazione della notte avrebbe preso di mira centri logistici, strutture portuali e navi utilizzate dalle forze armate ucraine. Tra gli obiettivi indicati figurano anche centri di elaborazione dati a Kiev e un deposito ferroviario per locomotive.

Secondo la ricostruzione russa, nel deposito sarebbero stati conservati missili da crociera terrestri Fp-5 Flamingo, mentre nella regione della capitale sarebbe stato colpito un sito di assemblaggio di droni a Belogorodka. Mosca ha inoltre sostenuto di avere danneggiato i centri Bimobile e Parkovyiev.

Nella regione di Odessa, sempre secondo il ministero russo, sono state colpite la sottostazione elettrica di Usatove, collegata all’alimentazione delle infrastrutture portuali, e un’officina per la costruzione di droni a Velykodolynske. Nel porto di Izmail, sul Danubio vicino al confine con la Romania, sarebbero state danneggiate strutture portuali; inoltre, due navi con materiale militare sarebbero state colpite durante l’avvicinamento e all’interno del porto di Odessa.

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