Kiev e Volgograd sotto attacco, Putin avverte: «Pronti a difenderci
Nuovi raid con droni colpiscono un ponte nella capitale ucraina e strutture industriali russe, mentre Mosca accusa l’Occidente di alimentare l’escalation nel Baltico.
La guerra dei droni ha aperto un nuovo fronte di tensione tra Russia e Ucraina. Un ponte a sud di Kiev è stato nuovamente bersagliato, mentre da Volgograd arrivano accuse contro l’esercito ucraino per un’incursione che avrebbe provocato un incendio e il ferimento di una persona.
Kiev e Volgograd nel mirino
Secondo Vitali Klitschko, sindaco di Kiev, velivoli senza pilota partiti dalla Russia hanno colpito un ponte sul Dnipro, nella parte meridionale della capitale. La stessa infrastruttura era già stata raggiunta da altri droni durante la notte precedente.
Sul fronte russo, il governatore della regione di Volgograd, Andrei Bucharov, ha riferito di un attacco ucraino contro alcuni impianti industriali della città. Non sono state indicate le strutture coinvolte; le autorità locali hanno però segnalato un rogo sviluppatosi in un edificio residenziale e una persona ferita. Filmati diffusi sul posto mostrano il passaggio di droni nei cieli urbani.
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Putin rilancia l’allarme Baltico
Le notizie sugli attacchi sono arrivate mentre Vladimir Putin tornava a parlare delle tensioni con la Nato durante la conferenza annuale del Valdai Club. Il presidente russo ha sostenuto che le esercitazioni dell’Alleanza nel Mar Baltico, i discorsi occidentali su una possibile guerra tra il 2029 e il 2030 e il sequestro di navi russe rappresentino segnali di escalation.
Putin ha ribadito che Mosca non prevede di aggredire altri Paesi, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050. Allo stesso tempo ha dichiarato: «Siamo pronti a difenderci con tutti i mezzi a nostra disposizione», includendo nel riferimento anche il territorio di Kaliningrad e ricordando che la Russia possiede un arsenale nucleare superiore a quello di qualsiasi altro Paese europeo. A suo giudizio, la lettera inviata dalla diplomazia russa alla Nato non sarebbe una minaccia, ma la risposta a un presunto tentativo di intimidire Mosca.
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