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Attualità 2 min di lettura28 min fa

Joshua Wong, altri dieci anni di carcere a Hong Kong

L’attivista era già detenuto per 4 anni e 8 mesi nel caso delle primarie non ufficiali

Joshua Wong è stato condannato a dieci anni di carcere a Hong Kong per cospirazione con forze straniere. L’attivista, già detenuto, ha ascoltato la sentenza con calma e ha ringraziato i sostenitori prima di lasciare l’aula.

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Le reazioni di Stati Uniti e Cina

Washington ha contestato la decisione dell’Alta Corte e ha chiesto la liberazione immediata di Wong. Un portavoce del consolato statunitense ha dichiarato: «Gli Stati Uniti condannano fermamente la decisione dell’Alta Corte di Hong Kong di condannare Joshua Wong a ulteriori 10 anni di carcere e ne chiedono l’immediato rilascio».

Pechino ha respinto le critiche americane. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha invitato le parti interessate a rispettare la sovranità cinese e l’ordinamento giudiziario di Hong Kong, definendo irresponsabili le dichiarazioni sui procedimenti nella regione amministrativa speciale.


Le accuse contro l’attivista

La nuova pena riguarda un procedimento avviato nel 2025, quando Wong è stato accusato di avere collaborato con forze straniere per mettere in pericolo la sicurezza nazionale. A settembre l’attivista si era dichiarato colpevole.

Wong sta già scontando una condanna a 4 anni e 8 mesi per il caso relativo alle primarie non ufficiali organizzate nel territorio. Si tratta del principale procedimento condotto in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. Nel 2014 Wong era stato tra i volti della cosiddetta Rivoluzione degli ombrelli, il movimento nato per chiedere elezioni libere e suffragio universale.

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Le motivazioni della sentenza

Il giudice William Tam ha considerato il reato particolarmente grave e ha indicato Wong come il principale artefice della cospirazione. Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, l’attivista e Nathan Law avrebbero mantenuto contatti con esponenti e istituzioni di governi stranieri, sollecitando interventi contro la Cina e Hong Kong.

Tam ha inoltre richiamato la revoca, da parte degli Stati Uniti, del trattamento speciale garantito a Hong Kong come regione amministrativa speciale, oltre alle sanzioni adottate contro funzionari cinesi e hongkonghesi. Per il giudice, queste misure rientravano tra quelle che Wong e Law avrebbero incoraggiato.

La pena, ha scritto Tam, deve riflettere la gravità dei fatti e servire anche a scoraggiare condotte analoghe. Secondo diversi osservatori, la decisione conferma la linea delle autorità, orientata a mantenere a lungo in carcere i principali esponenti del movimento democratico di Hong Kong.

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