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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Jeffrey Archer, l’ultimo capitolo a 86 anni: bestseller e politica

L’autore britannico è morto nella sua abitazione londinese dopo una carriera da oltre 300 milioni di copie, segnata anche dall’esperienza parlamentare e da una condanna per falsa testimonianza.

Jeffrey Archer è morto a 86 anni nella sua casa di Londra. La scomparsa, definita dalla casa editrice HarperCollins «improvvisa e serena», è avvenuta mentre lo scrittore lavorava ancora ai suoi progetti letterari. Il suo nuovo romanzo, “Adam and Eve”, arriverà nelle librerie italiane il 27 ottobre per HarperCollins Italia.


L’ultimo libro era già pronto

Nato nella capitale britannica il 15 aprile 1940, Archer trascorse l’infanzia a Weston-super-Mare, nel Somerset, località rimasta centrale nella sua vicenda personale. La sua attività narrativa si è sviluppata nell’arco di cinque decenni, tra romanzi, raccolte di racconti e testi teatrali.

Prima della pubblicazione postuma del nuovo titolo, l’autore aveva costruito una bibliografia molto ampia. Tra i libri più noti figurano “Non un soldo di più, non un soldo di meno”, “Caino e Abele”, “La figlia di Abele”, “Primo fra tutti”, “L’icona”, “Sulle ali di un sogno”, “L’onore dei ladri”, “Quarto potere” e “L’undicesimo comandamento”, usciti in italiano per Sperling e Kupfer.


Una carriera da 300 milioni

Le opere di Archer hanno superato complessivamente quota 300 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Dal 2011 lo scrittore aveva inoltre lavorato alla saga dei Clifton, una serie di sette romanzi dedicata a due famiglie e ambientata lungo un secolo di storia.

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In Italia HarperCollins ha pubblicato i sette volumi con i titoli “Solo il tempo lo dirà”, “I peccati del padre”, “Un segreto ben custodito”, “Attento a quel che desideri”, “Più della spada”, “Quando sarà il momento” e “Questo fu un uomo”. Negli anni più recenti Archer aveva seguito anche le indagini del detective William Warwick, protagonista di “Chi nulla rischia”, “Nascosto in bella vista”, “Occhio non vede” e “Nemmeno sul mio cadavere”.


Dalla politica alla condanna

Accanto alla notorietà letteraria, Archer ebbe una lunga esperienza nella politica britannica. Fu parlamentare conservatore e nel 2001 entrò nella Camera dei Lord, ma nello stesso anno venne condannato per falsa testimonianza.

La sua produzione comprende anche “Figli del destino”, pubblicato da Newton Compton, e “Il Vangelo secondo Giuda, di Beniamino Iscariota”, realizzato con Francis J. Moloney e uscito per Mondadori. La morte chiude così una carriera capace di attraversare narrativa, teatro e vita pubblica, lasciando un catalogo tradotto e distribuito in numerosi Paesi.

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