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Attualità 1 min di lettura46 min fa

Iva europea, dal 2027 cambiano le fatture e i dati digitali

La direttiva europea prevede un calendario graduale per fatture elettroniche, dati sulle operazioni estere e regimi semplificati

Il pacchetto europeo ViDA introdurrà dal 1° gennaio 2027 le prime modifiche alla gestione digitale dell’Iva. La riforma coinvolgerà fatturazione, comunicazione dei dati e attività transfrontaliere.

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Le prime novità dal 2027

La direttiva (UE) 2025/516, attualmente in fase di recepimento nell’ordinamento italiano, impone agli Stati membri di applicare dal 1° gennaio 2027 le misure previste dall’articolo 2. Per le imprese e per i fornitori di sistemi gestionali, l’avvio comporterà l’adeguamento dei processi legati agli adempimenti fiscali digitali.

Il programma europeo si basa su tre linee di intervento. La prima prevede una progressiva informatizzazione delle fatture e dell’invio delle informazioni sull’Iva relativa agli scambi tra Paesi dell’Unione, attraverso documenti elettronici strutturati e trasmissioni digitali.


Piattaforme e regimi semplificati

La riforma definirà anche nuovi compiti per le piattaforme digitali. In alcune situazioni, questi operatori avranno responsabilità più ampie nella raccolta e nel versamento dell’imposta, con effetti soprattutto sui servizi intermediati tramite piattaforme.

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Un altro capitolo riguarda l’ampliamento dei regimi OSS e IOSS. L’obiettivo è limitare, quando possibile, l’obbligo per le imprese di ottenere identificazioni fiscali in diversi Paesi, facilitando la gestione delle vendite e delle operazioni oltre confine.


Il calendario degli interventi

L’entrata in vigore non sarà concentrata in un’unica data. Dopo le disposizioni iniziali del 2027, il percorso proseguirà con ulteriori misure previste nel 2028 e nel 2030.

Le fasi successive interesseranno in modo più ampio la fatturazione elettronica, le attività delle piattaforme che gestiscono affitti brevi e trasporto di passeggeri e il trattamento delle operazioni transfrontaliere. Il coordinamento con il Testo unico dell’Iva sarà quindi necessario durante il recepimento italiano della direttiva.

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