Italia all’Onu: 130 sì alla richiesta di fine embargo cubano
La risoluzione ha raccolto 130 consensi; Stati Uniti e Israele tra i 17 Paesi contrari
L’Italia si è astenuta sulla risoluzione con cui l’Assemblea generale dell’Onu ha chiesto la fine dell’embargo statunitense contro Cuba. Il testo, votato a New York, ha ottenuto 130 sì, mentre 25 Paesi si sono astenuti e 17 hanno votato contro.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Il voto dell’Assemblea generale
Tra i contrari figurano Stati Uniti e Israele. Rispetto all’anno precedente, il sostegno al documento è diminuito: i voti favorevoli erano stati 165, con 7 contrari e 12 astensioni. L’iniziativa viene sottoposta all’Assemblea generale da oltre trent’anni, con l’unica eccezione del 2020, durante la pandemia.
Il pronunciamento ha valore politico, ma non può cancellare l’embargo. La decisione spetta infatti al Congresso degli Stati Uniti, mentre le misure contro l’Avana risalgono alla Guerra fredda.
Le ragioni dell’astensione italiana
La Farnesina ha spiegato che Roma continua a sostenere la popolazione cubana e gli interventi umanitari, ma ha scelto di non approvare il testo insieme ad altri Paesi europei, tra cui Germania, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia.
Secondo il governo italiano, l’embargo produce effetti negativi sul piano economico e umanitario e la sua revoca potrebbe aiutare le riforme e l’apertura dell’economia cubana. Allo stesso tempo, Roma attribuisce una parte rilevante della crisi alle autorità dell’Avana, citando la carenza di libertà politiche ed economiche, le fragilità strutturali e le inefficienze del sistema.
La Farnesina ha chiesto interventi rapidi in campo politico, economico, sociale e giudiziario, oltre all’attuazione delle 176 misure approvate da Cuba nel giugno scorso. L’Italia ha inoltre rinnovato la richiesta di liberare i prigionieri politici e ha espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani dopo le proteste del luglio 2021.
Roma ha criticato anche la posizione cubana sulla guerra russa contro l’Ucraina. L’Avana aveva votato contro la risoluzione del 24 febbraio 2026 che chiedeva un cessate il fuoco e una pace duratura.
Lo scontro tra Washington e L’Avana
Il dibattito nell’aula delle Nazioni Unite è stato segnato da accuse reciproche. L’ambasciatore statunitense Mike Waltz ha sostenuto che il governo cubano favorisca la propria élite mentre la popolazione affronta scarsità e difficoltà economiche.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Waltz ha respinto anche la definizione di “blocco” usata dalla delegazione cubana: “Non esiste alcun blocco. Un blocco è un cordone di navi militari attorno a un’isola. Non è questo il caso”. Le interruzioni dei rappresentanti dell’Avana hanno spinto il presidente dell’Assemblea a richiamare entrambe le parti al rispetto delle regole.
In un altro passaggio, l’ambasciatore americano ha accusato i cubani di volerlo zittire, rivendicando il rispetto delle regole delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha replicato definendo false le sue affermazioni e accusandolo di avere offeso la dignità del popolo e del governo dell’Avana.
Dopo il voto, Waltz ha accolto positivamente il cambio di posizione di diversi Paesi, comprese economie come Corea del Sud e Germania. A suo giudizio, il numero degli Stati che hanno modificato il proprio orientamento è triplicato e la diplomazia statunitense punta a proseguire su questa linea.
La cooperazione sanitaria con Cuba
La scelta italiana arriva mentre la collaborazione con Cuba continua nel settore sanitario. La Calabria ha raggiunto un’intesa con l’Avana per reclutare quasi 500 medici, destinati soprattutto agli ospedali alle prese con una persistente carenza di personale.
Centinaia di specialisti cubani lavorano già nei presidi calabresi, compresi i pronto soccorso e i reparti con maggiori difficoltà organizzative. La cooperazione era iniziata con gli interventi durante l’emergenza sanitaria del 2020 in Lombardia e Piemonte e in seguito è diventata stabile.
L’accordo è stato prorogato fino alla fine del 2027, così da garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali nella regione.
Continua a leggere
Italia, fiducia bassa in scuola e mezzi d’informazione
Solo il 46% vede nella scuola una via di mobilità sociale; la fiducia nei media resta sotto la media mondiale
Italia, l'82% vede i media tradizionali schierati
Televisione e notizie online raccolgono meno fiducia della media mondiale, mentre scuola e università dividono gli italiani
Italia, scuola e media perdono terreno nella fiducia
Il sondaggio internazionale rileva sfiducia nell’informazione e dubbi sulla mobilità sociale offerta dall’istruzione italiana, confrontata con 32 Paesi
Fiducia in calo in Italia per scuola e media
La rilevazione internazionale mette a confronto percezioni su futuro, istruzione, tecnologia, salute, lavoro e mezzi di comunicazione