Israele, Netanyahu alza lo scontro: «Destra o Palestina»
A meno di dieci giorni dal voto, il premier cerca una nuova conferma mentre a Gaza si contano almeno cinque morti e l’Unione europea denuncia le violenze in Cisgiordania.
A meno di dieci giorni dalle elezioni israeliane, Benjamin Netanyahu porta la campagna elettorale sul terreno dello scontro con l’opposizione. Il premier uscente presenta il voto del 27 ottobre come una scelta senza alternative tra il blocco della destra e un possibile governo sostenuto anche dai partiti arabi, mentre Donald Trump gli conferma il proprio appoggio.
Nel frattempo, nella Striscia di Gaza il bilancio riferito dalle autorità palestinesi si è aggravato: secondo l’agenzia Wafa, due bambini sono stati uccisi in distinti episodi attribuiti al fuoco israeliano. Fonti locali parlano di almeno cinque palestinesi morti dall’inizio della giornata.
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Netanyahu trasforma il voto in un referendum
Il primo ministro, alla ricerca di un’altra vittoria nonostante le proteste contro il suo governo e le accuse legate alla mancata prevenzione dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ha rivolto un messaggio agli elettori israeliani. «Queste elezioni sono cruciali per il nostro futuro: o la destra o la Palestina», ha scritto Netanyahu, evocando anche il rischio di un esecutivo guidato da Gadi Eisenkot insieme ai partiti arabi, a Yair Golan, Avigdor Lieberman e Naftali Bennett.
Il capo del governo è il premier più longevo nella storia di Israele. La sua campagna punta dunque a ricompattare l’elettorato conservatore, in un contesto segnato dalle contestazioni interne e dalle responsabilità che una parte dell’opinione pubblica gli attribuisce per le falle nella sicurezza emerse prima dell’attacco di Hamas.
A rafforzare la posizione di Netanyahu è arrivato anche il sostegno di Donald Trump. In una lettera rivolta al «grande popolo di Israele», pubblicata sui social, l’ex presidente statunitense ha espresso «pieno e totale sostegno a Bibi Netanyahu nella sua corsa alla rielezione di primo ministro».
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A Gaza muoiono due bambini
Le nuove operazioni militari hanno provocato, secondo la ricostruzione diffusa da Wafa sulla base di una comunicazione del ministero dell’Istruzione di Hamas, la morte di Masak al-Dalu, bambina di 7 anni colpita nei pressi del campo profughi di al-Maghazi. La seconda vittima è Tamer Soboh, ucciso a ovest di Beit Lahiya, nel settore settentrionale dell’enclave; non è stata resa nota la sua età.
Le fonti locali citate dall’agenzia palestinese riferiscono inoltre di almeno altri tre palestinesi uccisi dal fuoco delle forze israeliane nella stessa giornata. Il bilancio riguarda episodi avvenuti in diverse aree della Striscia e arriva mentre la campagna elettorale israeliana entra nella sua fase decisiva.
Bruxelles accusa i coloni violenti
Netanyahu deve affrontare pressioni anche sul fronte della Cisgiordania. La Commissione europea ha condannato gli attacchi compiuti di recente da coloni israeliani, segnalando che tra le persone coinvolte ci sarebbero anche diplomatici europei.
Un portavoce dell’Unione europea ha accolto positivamente le prese di posizione di alcuni esponenti israeliani contro le aggressioni, ma ha chiesto che siano individuati i responsabili e adottate misure concrete. L’obiettivo indicato da Bruxelles è fermare sia le violenze contro i palestinesi sia le intimidazioni rivolte ai giornalisti.
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