Borracce alterate a Treviso: il gioco con i farmaci può finire in tribunale
Quattro studenti minorenni rischiano provvedimenti disciplinari dopo aver contaminato l’acqua dei compagni con medicinali e lassativi, provocando sonnolenza e malesseri
Il 24% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, nel territorio trevigiano, ha dichiarato di aver assunto almeno una volta sostanze psicoattive senza prescrizione. Il dato, contenuto nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio provinciale sulle dipendenze, torna al centro dell’attenzione dopo un grave episodio avvenuto in un istituto superiore della provincia.
GioiaPura
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Farmaci e fragilità tra gli adolescenti
La percentuale sale al 32% tra le ragazze e si ferma al 17% tra i coetanei maschi. Al tavolo dell’Osservatorio siedono Usl della Marca, Prefettura e Ufficio scolastico di Treviso; secondo il rapporto, il ricorso a queste sostanze sarebbe legato soprattutto alla ricerca di sollievo emotivo e alla pressione per il rendimento scolastico.
In questo contesto, la presenza di medicinali negli zaini degli studenti solleva interrogativi sulla facilità con cui possano essere reperiti e utilizzati senza controllo medico. L’episodio scolastico ha trasformato il tema in una questione concreta, con conseguenze che potrebbero andare oltre il piano disciplinare.
Genitori indignati e massima riservatezza
Le famiglie degli studenti coinvolti hanno manifestato forte preoccupazione durante un incontro a distanza con gli insegnanti. Alcuni genitori starebbero valutando la presentazione di querele, mentre la richiesta più diffusa è quella di una risposta severa nei confronti dei responsabili.
La dirigenza non ha negato l’accaduto, ma ha scelto di non fornire dettagli sui procedimenti in corso. «Non possiamo fornire nessuna informazione su eventuali o ipotetiche sanzioni disciplinari erogate da un consiglio di classe — hanno fatto sapere i vertici dell’istituto —, quest’ultimo ha sempre l’obbligo di mantenere la totale riservatezza sui motivi di un’eventuale sanzione e sulle persone coinvolte».
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Sonniferi nelle borracce dei compagni
Secondo quanto ricostruito, alcuni studenti avrebbero versato nelle bottiglie dei compagni sostanze diverse, tra cui lassativi, ansiolitici e medicinali per favorire il sonno. Tra i farmaci menzionati figura anche lo Xanax, appartenente alla categoria delle benzodiazepine e soggetto a prescrizione.
Dopo aver bevuto, alcuni ragazzi avrebbero accusato improvvisa sonnolenza e debilitazione durante le lezioni. Il gruppo responsabile, invece di allarmarsi, avrebbe deriso le vittime; proprio questo atteggiamento avrebbe insospettito gli insegnanti, che hanno collegato i malesseri ripetuti a un possibile intervento sulle borracce.
Sospensione, ora decide la scuola
L’assunzione involontaria di quei prodotti poteva esporre gli studenti a intossicazioni, perdita di coscienza e interazioni pericolose con patologie o terapie già presenti. La vicenda riguarda quattro minorenni, per i quali è stata prospettata una sospensione, mentre non si esclude che il caso possa approdare anche davanti all’autorità giudiziaria.
La decisione finale spetterà al consiglio di classe, chiamato a valutare i provvedimenti da adottare. Nel frattempo, l’istituto mantiene il riserbo sulle identità degli studenti e sull’eventuale sanzione, in attesa della conclusione dell’iter previsto.
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