Irpef 2027, la scelta decisiva: aiuti mirati o per tutti
Da Bangkok Giorgetti indica le alternative sul fisco, conferma il coinvolgimento del sistema finanziario e annuncia tempi stretti per chiudere la legge di Bilancio.
Il sistema finanziario sarà chiamato a partecipare alla prossima manovra, mentre sul taglio dell’Irpef resta aperto il confronto tra interventi destinati a categorie specifiche e misure più ampie. A Bangkok, durante gli incontri del Fondo monetario internazionale, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato il quadro delle decisioni ancora da assumere.
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Banche, il contributo resta in campo
Giorgetti ha confermato che al comparto finanziario verrà chiesto di contribuire alle nuove entrate per l’Erario. Secondo il ministro, il sistema avrebbe la capacità di sostenere l’intervento e la sua impostazione dovrebbe risultare compatibile con la situazione economica.
«Confermo che sarà chiesto un contributo al sistema finanziario perché riteniamo che possa sostenerlo e quindi anche nelle forme sarà qualcosa di sostenibile», ha affermato il titolare di via XX Settembre. Nel ragionamento rientra anche l’andamento dello spread: mantenerlo sotto controllo, ha osservato, è nell’interesse di tutti, considerando anche la consistente quantità di titoli di Stato detenuta dagli istituti di credito.
Irpef, resta il bivio sulle misure
Il capitolo fiscale non è stato chiuso dopo i dati contenuti nel Documento programmatico di bilancio. La questione è stata riproposta a Giorgetti a margine delle riunioni del Fondo monetario, mentre la costruzione della manovra 2027 entra nella fase decisiva.
Il ministro ha sintetizzato così l’alternativa sul tavolo: «La grande scelta che abbiamo di fronte è se fare interventi selettivi o generalizzati». Non è ancora stata indicata una soluzione definitiva, perché la disponibilità complessiva dipenderà dall’incastro tra entrate e uscite.
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Decisione politica e tempi stretti
La scelta sull’Irpef e sugli altri interventi non sarà affidata al solo ministro dell’Economia. Giorgetti ha spiegato che il quadro verrà valutato insieme ai partiti, ai vertici della maggioranza e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni; rispetto a due settimane prima, ha aggiunto, i conti si stanno muovendo nella direzione prevista, pur senza considerarsi ottimista.
Il calendario, intanto, procede rapidamente. La chiusura dei lavori sulla legge di Bilancio è attesa probabilmente per la prossima settimana, prima della presentazione in Parlamento. Prosegue inoltre il confronto sulle clausole relative a difesa ed energia, tema discusso anche con Valdis Dombrovskis.
Il nodo dei possibili ricorsi
Resta infine da capire come reagiranno le banche all’eventuale prelievo. Sull’ipotesi di iniziative giudiziarie da parte degli istituti, Giorgetti ha ricordato che anche un aumento delle imposte può essere contestato davanti ai tribunali, ma ha assicurato che l’obiettivo sarà individuare una soluzione equilibrata.
Il ministro ha escluso, con tono ridimensionante, conseguenze drammatiche e ha ribadito che l’intervento dovrà essere calibrato. La misura definitiva, così come l’eventuale modifica dell’Irpef, sarà quindi definita nel passaggio collegiale che precederà l’approvazione della manovra.
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