Iran, Trump valuta l'attacco e Khamenei minaccia la risposta
Rubio esclude decisioni operative, mentre Teheran chiede garanzie su sanzioni, petrolio, asset e Stretto di Hormuz.
Donald Trump non ha ancora stabilito se ordinare una nuova operazione militare contro l’Iran. Intanto, da Teheran arrivano condizioni rigide per riaprire il confronto diplomatico e minacce di una reazione estesa in caso di attacco.
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La posizione della Casa Bianca
A parlare dell’ipotesi di un intervento è stato il segretario di Stato americano Marco Rubio, a margine del G20 di Atlanta. Secondo Rubio, il presidente preferisce una soluzione negoziata e non ha ancora assunto decisioni definitive. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, manterrebbero comunque la capacità di colpire obiettivi militari iraniani se fosse necessario.
Rubio ha anche accusato il regime di Teheran di legare le proprie richieste alla minaccia contro le infrastrutture energetiche dell’intera regione. Il Qatar e il Pakistan stanno portando avanti la mediazione per evitare un’escalation dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre e favorire il ritorno ai colloqui diretti.
Le condizioni imposte da Teheran
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito positiva la lettera inviata dal vicepresidente degli Stati Uniti Jd Vance, ma ha escluso per ora la necessità di incontrare esponenti americani. La riapertura dello Stretto di Hormuz, ha spiegato ad al Jazeera, potrebbe avvenire in due giorni se venisse applicato il piano discusso con i mediatori; in precedenza erano previsti cinque giorni.
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Teheran pretende la revoca delle sanzioni introdotte dopo il memorandum di Islamabad, una riduzione della presenza militare statunitense nella regione, la fine dei vincoli sul petrolio e lo scongelamento degli asset iraniani, compresi quelli in Qatar. Il governo chiede inoltre il riconoscimento delle rotte nello Stretto di Hormuz concordate con l’Oman. Anche Mohsen Rezai ha ribadito che il dossier nucleare non potrà essere negoziato prima dell’accettazione delle richieste iraniane.
L’avvertimento di Khamenei
L’ayatollah Mojtaba Khamenei ha ordinato ai vertici militari di rispondere a ogni minaccia con rapidità, senza limiti legati all’area geografica. «Qualsiasi livello e tipo di minaccia deve ricevere una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche», ha affermato secondo Irna e Tasnim.
La Guida suprema ha disposto anche l’aggiornamento degli obiettivi militari americani e israeliani potenzialmente raggiungibili dalle forze iraniane. Le istruzioni riguardano pure il rafforzamento dell’intelligence, l’aggiornamento della dottrina difensiva e l’impiego di nuove tecnologie. Araghchi, dal canto suo, ha detto che Teheran non esclude un attacco e che le forze iraniane sono pronte a ogni eventualità.
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