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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Teheran minaccia risposta, Rubio frena sui nuovi attacchi Usa

Khamenei avverte Washington, ma Rubio nega decisioni già prese e mantiene aperto il canale diplomatico

Teheran ha minacciato una reazione senza limiti geografici, mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti sulla possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha ridimensionato le indiscrezioni su un imminente ordine di Donald Trump, precisando che la Casa Bianca non avrebbe ancora stabilito come procedere. Parallelamente, la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito Washington che una nuova offensiva avrebbe conseguenze estese.

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La risposta annunciata da Teheran

Khamenei ha replicato alle notizie circolate sulla possibile ripresa dei raid statunitensi. "Risponderemo senza restrizioni geografiche", ha dichiarato, lasciando intendere che l’eventuale reazione iraniana potrebbe superare i confini dell’area direttamente coinvolta nel conflitto.

Le parole della Guida suprema sono arrivate dopo le ricostruzioni della stampa americana, secondo cui Trump valuterebbe di ordinare nuovi attacchi già dal 4 novembre. La data indicata sarebbe il giorno successivo alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.


Rubio: nessuna decisione definitiva

Rubio ha cercato di raffreddare le ipotesi sull’operazione. "Trump non ha ancora preso alcuna decisione, restiamo aperti a una soluzione diplomatica", ha affermato il segretario di Stato, confermando che il confronto politico non sarebbe stato accantonato.

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Secondo le informazioni riportate dalla stampa d’oltreoceano, gli Stati Uniti avrebbero inoltre avvertito gli alleati nel Golfo della necessità di prepararsi. L’attuazione del piano, tuttavia, rimarrebbe complessa e non ci sarebbe ancora un via libera definitivo da parte dell’amministrazione americana.


L’ipotesi di nuovi raid

La possibile ripresa degli attacchi è stata collegata alle elezioni di metà mandato e all’ipotesi che l’amministrazione americana possa agire subito dopo il voto. Al momento, però, si tratta di un orientamento attribuito a Trump dalla stampa statunitense, non di una decisione ufficialmente annunciata.

Il contrasto tra l’avvertimento iraniano e le dichiarazioni di Rubio mantiene aperte entrambe le possibilità: una nuova escalation militare oppure il ricorso ai negoziati. Le autorità americane non hanno indicato né gli eventuali obiettivi né la portata di una possibile operazione.

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