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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Influenza, il momento giusto non aspetta il freddo: chi deve vaccinarsi

Temperature ancora miti e andamento incerto dei virus non devono far rinviare la protezione, soprattutto per le persone più esposte alle complicazioni.

Il clima ancora mite può creare l’illusione che ci sia tempo, ma la prevenzione contro l’influenza non dovrebbe essere rimandata. Le forme simil-influenzali hanno già iniziato a circolare e l’evoluzione della stagione dipenderà da diversi elementi, comprese le condizioni meteorologiche e la presenza contemporanea di più virus respiratori.


La protezione va organizzata in anticipo

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio VirusRespiratori, aspettare l’arrivo del freddo o un aumento dei contagi non è la strategia migliore. «Non aspettiamo il freddo o l’aumento dei casi per proteggerci», ha spiegato parlando della campagna di prevenzione.

Il progetto «VirusRespiratori», dedicato alla sensibilizzazione sulle infezioni delle vie respiratorie e al ruolo dei vaccini, invita a seguire la programmazione stagionale. L’obiettivo è arrivare preparati alla fase in cui la circolazione dell’influenza diventerà più intensa, anche perché la durata e il picco della stagione possono cambiare rapidamente.


Campagna già partita in quattro regioni

In Lombardia, Piemonte, Toscana e Liguria le attività di vaccinazione sono già cominciate. Nelle altre regioni, invece, l’avvio è previsto entro la prima metà del mese.

La tempistica assume particolare rilievo in una stagione che presenta ancora diversi elementi imprevedibili. Oltre all’influenza, infatti, possono circolare nello stesso periodo altri virus respiratori, rendendo più difficile prevedere l’andamento dei contagi.

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Chi corre i rischi maggiori

I gruppi ai quali prestare maggiore attenzione comprendono bambini, anziani, persone fragili e individui che convivono con malattie croniche. Per queste categorie, la vaccinazione rappresenta una misura di prevenzione particolarmente importante.

Un’infezione respiratoria può aggravare una patologia già presente. Nel caso delle malattie respiratorie croniche, l’influenza può provocare una riacutizzazione, peggiorare la qualità della vita e, nelle situazioni più severe, rendere necessario il ricovero o aumentare il rischio di morte.


Anche una forma lieve può complicarsi

Per gli anziani e per le persone fragili o affette da patologie croniche, un’influenza apparentemente comune può avere conseguenze più pesanti rispetto a quelle osservate nella popolazione generale. Il recupero può richiedere più tempo e possono comparire complicazioni.

La raccomandazione degli esperti è quindi di non legare la scelta di vaccinarsi all’arrivo delle temperature più basse o alla percezione di un’impennata dei casi. La prevenzione, soprattutto per chi è più vulnerabile, va pianificata seguendo il calendario della stagione.

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