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Attualità 3 min di lettura53 min fa

Inflazione al 3,2% e Pil: la doppia sfida dell’economia nel 2026

Bankitalia vede una crescita dell’economia italiana tra lo 0,9% e l’1% nel 2026, ma avverte sui rischi legati a energia, tassi e tensioni geopolitiche.

L’economia italiana dovrebbe continuare a crescere, ma il 2026 si annuncia segnato soprattutto dal ritorno dell’inflazione. Secondo le nuove proiezioni della Banca d’Italia, l’aumento medio dei prezzi al consumo raggiungerà il 3,2%, prima di rallentare al 2,4% nel 2027 e all’1,7% nel 2028. La componente di fondo, invece, dovrebbe restare vicina al 2% per tutto il periodo considerato.

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Prezzi e tassi pesano sulle famiglie

La spinta inflazionistica del prossimo anno sarebbe alimentata soprattutto dall’energia. Nello scenario di base, il petrolio viene indicato a 114 dollari al barile e il gas naturale a 76 euro per megawattora nella media dell’ultimo trimestre di quest’anno; entrambe le quotazioni sono poi previste in calo nel periodo successivo.

L’istituto centrale segnala comunque un margine di incertezza elevato. Le stime, costruite sulle informazioni disponibili al 9 ottobre, possono cambiare in base all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e all’andamento delle materie prime. Anche il rialzo dei tassi di mercato trasferirà gradualmente effetti più pesanti sui prestiti destinati a famiglie e imprese.


Crescita vicina all’1%, ma con correzioni

Per il prodotto interno lordo, la previsione indica un incremento dello 0,9% nel 2026, calcolato su dati trimestrali destagionalizzati e corretti per il diverso numero di giornate lavorative. Senza quest’ultima rettifica, la variazione sale all’1%, in linea con la stima contenuta dal Governo nel Documento programmatico di finanza pubblica.

Per gli anni seguenti, Bankitalia prevede un’espansione dello 0,7% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028 secondo il dato corretto per i giorni lavorativi. Considerando invece le variazioni non rettificate, la crescita sarebbe dell’1% nel 2026, dello 0,7% nel 2027 e dello 0,6% nel 2028.

Rispetto alle valutazioni diffuse a giugno, la stima sul 2026 è stata aumentata di 0,4 punti percentuali e quella sul 2027 di 0,3 punti. Per il 2028, al contrario, è arrivata una riduzione di 0,1 punti. Il miglioramento per il prossimo anno riflette una ricaduta della crisi mediorientale meno intensa del previsto nella prima metà dell’anno in corso, oltre al contributo degli investimenti per la transizione digitale ed energetica e alla buona stagione turistica.

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Domanda estera, consumi e lavoro

La domanda proveniente dall’estero dovrebbe sostenere l’attività produttiva. Le esportazioni italiane beneficerebbero della richiesta nei principali mercati di destinazione, pur crescendo meno degli scambi globali, spinti soprattutto dai beni tecnologici avanzati e dalla filiera dell’intelligenza artificiale, nella quale il Paese ha ancora una presenza contenuta.

Sul mercato interno, invece, i consumi sono attesi in rallentamento nella seconda parte dell’anno in corso e nel 2027. A frenare la spesa sarà soprattutto la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione; una ripresa è prevista verso la parte conclusiva dell’orizzonte di previsione.

Gli investimenti continueranno ad aumentare, anche se nel 2028 la dinamica dovrebbe indebolirsi per effetto del costo più elevato dei finanziamenti. L’occupazione è stimata ancora in crescita, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere quasi stabile, intorno al 6%.


Conti pubblici e scenari di rischio

Le proiezioni incorporano le informazioni sui conti pubblici contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre. Nel quadro sono comprese anche le misure che comportano maggiori spese per la difesa e per la sicurezza energetica.

Bankitalia sottolinea che eventuali variazioni delle quotazioni energetiche produrrebbero risultati diversi rispetto allo scenario centrale. Per questo, l’evoluzione dei prezzi delle materie prime e quella del quadro geopolitico restano i principali fattori capaci di modificare le prospettive sull’inflazione e sulla crescita.

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