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Attualità 2 min di lettura50 min fa

Ilaria Sula, ergastolo a Mark Antony Samson per femminicidio

La Terza Corte d’Assise di Roma ha riconosciuto premeditazione, futili motivi e relazione affettiva con la vittima.

Mark Antony Samson è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ilaria Sula. La sentenza è arrivata nell’aula bunker di Rebibbia, a Roma, dopo circa tre ore di camera di consiglio.

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La reazione della famiglia

Il tribunale ha accolto la ricostruzione della procura, riconoscendo l’omicidio volontario, l’occultamento del cadavere e le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e del legame affettivo con la vittima. Samson, che non era presente in aula, aveva confessato il delitto durante l’inchiesta.

Dopo la lettura del dispositivo, il padre Flamur Sula ha parlato ai giornalisti: «È stata fatta giustizia, ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi». Ha aggiunto che la figlia non può più respirare, mentre l’imputato continua a vivere, definendo la pronuncia «un momento importante» e ribadendo la fiducia nelle istituzioni.

La madre di Ilaria, sostenuta dal marito e in lacrime, ha invitato i giovani a rispettare le donne, a voler loro bene e a rivolgersi ai genitori senza restare in silenzio. Poco dopo ha detto: «Ora lei è in pace». In aula erano presenti parenti e amici, molti dei quali indossavano magliette con il volto della ragazza.


Le prove sulla premeditazione

Secondo l’accusa, alcuni messaggi trovati sul telefono di Samson indicavano un proposito precedente all’aggressione. In uno scambio con un amico, il giovane avrebbe scritto: «O torna con me o la uccido». Per la pm Maria Perna, il delitto non fu quindi il risultato di una reazione improvvisa.

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La procura ha sostenuto che Ilaria venne prima colpita con pugni e poi ferita al collo con tre coltellate. Il corpo fu sistemato in una valigia e abbandonato in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina, dopo l’uccisione avvenuta il 25 marzo 2025 nell’abitazione di via Homs, nel quartiere Africano.

La versione fornita da Samson dopo il fermo non ha convinto gli investigatori. Il ragazzo aveva riferito che Ilaria era rimasta a dormire da lui perché non c’erano più autobus per tornare a casa e che l’aggressione era nata dopo la lettura di alcuni messaggi ricevuti dalla giovane da parte di un altro uomo.


Il ruolo della madre e degli studenti

Dopo il delitto, Samson avrebbe ripulito l’appartamento con l’aiuto della madre, Nors Man Lapaz, accusata di concorso nell’occultamento del cadavere. Durante la requisitoria, la pm ha descritto l’imputato come una persona manipolatrice e abituata a mentire, sostenendo che avesse esercitato un controllo sulla vita di Ilaria.

All’udienza conclusiva hanno assistito anche alcuni studenti della Sapienza. Ai genitori della ragazza hanno consegnato una lettera in cui hanno espresso vicinanza e auspicato che il dolore della famiglia possa trasformarsi nel ricordo pubblico di Ilaria.

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