Il Medio Oriente dopo il 7 ottobre: l’allarme di Pizzaballa
Il patriarca latino di Gerusalemme descrive una regione ancora segnata dalla violenza e da una devastazione che ha spezzato legami e prospettive.
Il 7 ottobre 2023 ha segnato una frattura profonda nella storia recente del Medio Oriente, aprendo una fase che Pierbattista Pizzaballa definisce ancora caratterizzata da forte instabilità. Il patriarca latino di Gerusalemme ne ha parlato a Pisa, dove ha ricevuto un dottorato di ricerca a titolo onorifico dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
Nel ricordare l’attacco compiuto da Hamas nel sud di Israele, Pizzaballa ha usato parole nette: «Quello che ha fatto Hamas è stato, ed è ancora, un dramma». A suo giudizio, da quel momento si è concluso un periodo storico e ne è iniziato un altro, nel modo più tragico possibile.
Una frattura che ha cambiato tutto
Durante la sua lezione magistrale, il patriarca ha descritto le conseguenze della crisi regionale come difficili da comprendere fino in fondo. La distruzione, ha spiegato, ha modificato il modo in cui le persone guardano al futuro, compromesso le relazioni e riaperto interrogativi anche sul piano della fede.
Pizzaballa ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione nella Striscia di Gaza, dove la devastazione non riguarda soltanto gli edifici. «Gaza è totalmente da ricostruire, anche nella quotidianità», ha affermato nel corso dell’intervento.
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La violenza non si è fermata
A quasi tre anni dall’attacco, il quadro resta lontano dalla stabilità. Il patriarca ha parlato di una condizione sospesa, difficile da definire pienamente come guerra ma ancora attraversata da scontri e sofferenze.
«La situazione resta difficile, siamo in una fase di conflitto-non conflitto, ma c’è ancora tanta violenza», ha dichiarato Pizzaballa. Le sue parole restituiscono il quadro di una regione nella quale la fine delle fasi più acute del conflitto non ha coinciso con il ritorno alla sicurezza né alla normalità.
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