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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Il lutto dell’elefantessa conquista il premio mondiale della fotografia naturalistica

Federico Veronesi ha immortalato in Namibia una madre che trasporta il corpo del cucciolo: lo scatto in bianco e nero è stato scelto tra oltre 65mila immagini.

Un’elefantessa avanza lungo il letto asciutto di un fiume, sostenendo con la proboscide e le zanne il corpo del piccolo morto. È questa scena dolorosa, catturata in Namibia da Federico Veronesi, ad aver conquistato il massimo riconoscimento del Wildlife Photographer of the Year 2026.

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Un’immagine nata dalle tracce nella sabbia

La fotografia è stata realizzata nella valle del fiume Huab. Veronesi, impegnato a seguire le impronte di un gruppo di elefanti, si è imbattuto in alcuni solchi insoliti lasciati sulla sabbia: seguendoli, ha raggiunto l’elefantessa e ha assistito alla scena poi trasformata nello scatto vincitore.

Il bianco e nero accentua il carattere drammatico dell’immagine e concentra l’attenzione sul gesto della madre. Il titolo dell’opera è “The Aftermath”, espressione che richiama ciò che resta dopo la perdita.


Il verdetto della giuria internazionale

A scegliere l’immagine di Veronesi è stata una commissione formata da professionisti della fotografia, del cinema, della ricerca scientifica e della conservazione ambientale. La valutazione ha tenuto conto della creatività, dell’originalità, della tecnica e della capacità di rappresentare la natura.

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Kathy Moran, presidente della giuria, ha spiegato che la fotografia funziona sia sul piano emotivo sia su quello intellettuale: da una parte comunica il dolore della scena, dall’altra suggerisce la complessità delle capacità cognitive degli animali. “Questa fotografia dice tutto”, ha concluso Moran.


Un’edizione da record

Il concorso è organizzato dal Natural History Museum di Londra e quest’anno ha raggiunto un nuovo primato di partecipazione. Sono state infatti presentate più di 65mila fotografie provenienti da 121 Paesi e territori.

La vittoria di Veronesi colloca così una storia osservata sulle rive di un corso d’acqua inaridito al centro della più importante competizione internazionale dedicata alla fotografia naturalistica.

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