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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Il caso Hanning scuote Berlino: l’ex capo BND accusato di spionaggio

August Hanning e un ex collaboratore sono stati fermati con l’accusa di aver gestito e trasferito documenti classificati per anni.

L’arresto arriva mentre in Germania cresce l’allarme per le attività ostili attribuite alla Russia. August Hanning, 80 anni ed ex dirigente dei servizi segreti esteri tedeschi, è finito in manette insieme a un suo collaboratore con l’accusa di aver operato per una potenza straniera.

Il fermo è avvenuto martedì mattina e riguarda fatti sui quali la procura federale ha aperto un’indagine molto ampia. Gli investigatori contestano a Hanning lo spionaggio ai danni dello Stato, la diffusione di segreti di Stato, il tentato tradimento e l’attività come agente di un servizio segreto straniero.


L’inchiesta parte dai documenti riservati

La polizia ha bloccato Hanning all’alba nella località di Nordwalde. In Baviera è stato arrestato anche “Manfred D.”, identificato come un suo ex collaboratore stretto e, all’epoca dei fatti, possibile capo di gabinetto.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe consegnato ad Hanning centinaia di documenti classificati ricevendo denaro per un periodo superiore ai dieci anni. La procura non ha precisato quale Stato straniero sarebbe stato servito dall’ex responsabile del BND.

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Le indagini puntano anche sull’ipotesi che Hanning abbia cercato di collocare nuovamente quei materiali sul mercato attraverso la propria attività di consulente, come riferito dalla Bild. Le abitazioni dei due sospettati e gli uffici berlinesi utilizzati per il loro lavoro sono stati perquisiti dagli agenti.


Berlino teme nuove azioni ostili

Hanning ha diretto il BND dal 1998 al 2005, prima di lasciare la guida dell’agenzia. L’arresto di un ex vertice dei servizi arriva in una fase in cui governo e apparati di sicurezza tedeschi segnalano un aumento delle operazioni russe destinate a destabilizzare il Paese, comprese azioni ibride.

Il giorno prima dell’operazione, l’attuale capo dei servizi segreti tedeschi Martin Jaeger aveva parlato davanti al Parlamento del pericolo che la Germania possa entrare presto in un “conflitto violento” con la Russia. Le autorità non hanno però collegato pubblicamente l’arresto di Hanning a Mosca né indicato il presunto committente dell’attività di spionaggio.

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