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Attualità 1 min di lettura3 giorni fa

Ibiza, il caso Chambers scuote la sinistra: Trump chiede l’estradizione

James Cox “Fergie” Chambers è accusato dagli Stati Uniti di aver sostenuto gruppi vicini ad Hamas, mentre celebrità e attivisti ne chiedono la scarcerazione.

La vicenda giudiziaria di James Cox “Fergie” Chambers ha aperto un nuovo fronte di scontro politico tra Washington e Madrid. Il milionario statunitense, noto per le sue posizioni comuniste e per il sostegno alla causa palestinese, è stato arrestato a Ibiza su richiesta dell’amministrazione Trump.

A mobilitarsi contro il procedimento sono stati anche Richard Gere, Greta Thunberg e altri attivisti, convinti che dietro l’iniziativa americana ci sia un’azione di natura politica più che giudiziaria.


La protesta contro l’arresto

La richiesta di liberazione di Chambers è stata accompagnata dalla denuncia di una presunta persecuzione politica. I suoi sostenitori contestano infatti l’impostazione data dagli Stati Uniti al caso e ritengono che le sue idee e il suo attivismo abbiano avuto un peso nell’azione avviata contro di lui.

Nel fronte dei critici figurano personalità note del mondo dello spettacolo e dell’attivismo internazionale. Richard Gere, Greta Thunberg e altri esponenti della mobilitazione pro-palestinese hanno espresso sostegno al milionario americano e sollecitato la sua liberazione.

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Madrid apre alla consegna

Sul piano giudiziario, la Spagna ha concesso un primo via libera alla procedura di estradizione verso gli Stati Uniti. Non si tratta però della conclusione dell’iter: la vicenda dovrà ancora seguire i passaggi previsti dalle autorità spagnole prima di un eventuale trasferimento oltre Atlantico.

Secondo la versione dell’amministrazione americana, Chambers avrebbe destinato fondi a organizzazioni considerate vicine ad Hamas. È questa l’accusa sulla quale si basa la richiesta statunitense, mentre i suoi sostenitori respingono la ricostruzione e definiscono l’iniziativa una persecuzione politica.

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