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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Hormuz, Trump valuta tutte le opzioni: Mosca tenta la mediazione

Washington rivendica il controllo del passaggio strategico e minaccia nuove mosse, mentre il Cremlino offre un canale di dialogo senza rinunciare all’alleanza con Teheran.

La Russia prova a ritagliarsi un ruolo nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, proponendosi come possibile mediatrice. Mosca, però, chiarisce di non voler compromettere i rapporti con Teheran, proprio mentre Washington mantiene il blocco dello Stretto di Hormuz e lascia aperta la possibilità di ulteriori iniziative.


Mosca cerca spazio tra Washington e Teheran

Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha spiegato ai media iraniani che il Cremlino è pronto a contribuire alla ricerca di una soluzione alla guerra. La disponibilità, ha precisato, non comporterebbe un ridimensionamento dei legami tra Russia e Iran, arrivati secondo lui a un livello mai raggiunto in precedenza.

A sostegno della solidità della relazione, Medvedev ha citato l’incremento del 20% degli scambi commerciali bilaterali registrato nell’ultimo anno. Entrambi i Paesi sono sottoposti a sanzioni estese e, per questo, stanno lavorando a strumenti finanziari alternativi: circa il 90% degli scambi tra gli Stati membri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, ha ricordato, avviene già utilizzando le valute nazionali.


Il nodo strategico dello Stretto

Sul fronte americano, Pete Hegseth ha sostenuto che le forze statunitensi continuano a impedire all’Iran di sfruttare il passaggio marittimo. «L’Iran vuole giocare con cose come lo Stretto di Hormuz. Non lo controllano loro, lo controlliamo noi», ha affermato il segretario alla Difesa, aggiungendo che finora Teheran non sarebbe riuscita a far transitare nulla.

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Hegseth ha definito il dispositivo statunitense «ferreo» e ha invitato l’Iran a compiere «la scelta giusta». In caso contrario, ha avvertito, Donald Trump avrebbe a disposizione ogni opzione necessaria, senza intenzione di lasciare che la situazione si trascini oltre il necessario. Il segretario alla Difesa ha inoltre ribadito che Washington considera impedire a Teheran di ottenere un’arma atomica un interesse nazionale essenziale.


Infrastrutture e cooperazione regionale

Nel colloquio, Medvedev ha indicato come strategica anche la ferrovia Rasht-Astara, destinata a collegare l’Iran con l’Azerbaigian. L’opera costituirebbe un tratto importante del Corridoio internazionale di trasporto Nord-Sud, direttrice che unisce la Russia, l’area del Golfo e l’India.

Mosca prevede inoltre la realizzazione di una nuova centrale nucleare sul territorio iraniano, oltre a quella già attiva a Bushehr. Medvedev ha infine attribuito a Teheran una funzione decisiva per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, sottolineando così il peso regionale dell’Iran anche nel quadro della possibile mediazione russa.

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