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Attualità 2 min di lettura36 min fa

Hormuz, la GFS Pride affonda: false le foto degli iPhone

La nave è affondata dopo l’attacco, ma non ci sono prove indipendenti del carico né dell’autenticità delle immagini.

La portacontainer GFS Pride è affondata nello Stretto di Hormuz dopo essere stata colpita, ma le immagini degli iPhone recuperati in mare sono state create con l’intelligenza artificiale.

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Le immagini diffuse online

Sui social sono comparsi contenuti che mostrerebbero pescatori iraniani alle prese con migliaia di telefoni finiti in acqua. In una fotografia, alcuni uomini dividono scatole di iPhone dentro ceste di plastica, accanto a confezioni di profumo, in quella che appare come un’area portuale.

Un altro breve video mostra decine di persone su una spiaggia dalla sabbia rossa. A terra si vedono scatole attribuite ad Apple, mentre sullo sfondo compare una nave con i container inclinati. Le descrizioni sostengono che il carico sia stato colpito da un missile e che i dispositivi vengano venduti a peso.

Le verifiche sui contenuti hanno però individuato diversi elementi incompatibili con immagini reali. Il rilevatore SynthID di Google ha riconosciuto una filigrana invisibile collegata a uno strumento di intelligenza artificiale dell’azienda. Anche la fotografia del presunto mercato è stata classificata come realizzata con strumenti OpenAI.


L’attacco alla portacontainer

La GFS Pride, registrata a Singapore, è stata coinvolta in un attacco nello Stretto di Hormuz il 13 ottobre. L’autorità marittima singaporiana ha riferito che la nave e la GFS Giselle sono state colpite da proiettili di origine non identificata in due episodi avvenuti il 13 e il 14 ottobre.

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A bordo della GFS Pride è scoppiato un incendio prima dell’affondamento. I 21 componenti dell’equipaggio sono stati evacuati e nessuno di loro è rimasto ferito.


Nessuna conferma sul carico

La nave aveva una capacità massima di 2.824 container standard e, al momento dell’incidente, ne avrebbe trasportati più di 2.500. Il contenuto effettivo dei container, tuttavia, non è stato verificato in modo indipendente.

Le analisi disponibili non hanno trovato riscontri attendibili sulla presenza di iPhone. Gli esperti consultati hanno definito molto poco probabile un trasporto marittimo di grandi quantità di telefoni, generalmente spediti per via aerea, pur senza poter escludere ogni eventualità.

A rafforzare i dubbi sull’autenticità delle immagini ci sono anche altri dettagli: alcune scatole sembrano galleggiare senza risultare bagnate e l’acqua raffigurata è rossa. Nei filmati realizzati sul luogo del naufragio, invece, il mare appare blu.

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