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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Hormuz e Cisgiordania, notte di raid: le parole di Rubio

Arresti e interrogatori nelle operazioni israeliane, mentre Washington sostiene che Teheran non controlli più lo Stretto di Hormuz.

Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scontro mediorientale dopo le dichiarazioni di Marco Rubio, secondo cui l’Iran avrebbe perso il controllo del passaggio strategico. Nella stessa notte, le forze israeliane hanno condotto una serie di operazioni in Cisgiordania, con decine di arresti e interrogatori, mentre l’Idf aggiorna il bilancio delle attività militari dall’inizio della guerra.


Rubio: Teheran perde la presa su Hormuz

Il segretario di Stato americano ha sostenuto che il traffico petrolifero in uscita dall’area sarebbe ormai quasi tornato ai livelli precedenti al conflitto. La sua valutazione riguarda uno dei principali corridoi marittimi mondiali per il trasporto di greggio e arriva nel corso della visita ad Atene.

«L’Iran ha perso il controllo completo dello Stretto di Hormuz», ha detto Rubio al termine dell’incontro con il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis. Nelle dichiarazioni congiunte alla stampa, il rappresentante statunitense ha aggiunto che l’economia iraniana sarebbe «in caduta libera totale e completa».


L’Idf aggiorna il bilancio del conflitto

A tre anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, l’esercito israeliano riferisce di avere colpito circa 100.000 obiettivi sui diversi fronti. Il dato comprende 65.000 bersagli a Gaza, 28.000 tra Libano e Siria, 4.500 in Iran e 80 nello Yemen.

Secondo lo stesso bilancio, contro Israele sono stati lanciati circa 31.500 razzi e missili: 20.000 dal Libano, 10.200 da Gaza, 1.200 dall’Iran, 90 dallo Yemen e 50 dalla Siria. Le forze israeliane indicano inoltre 970 soldati caduti e sottolineano che più del 70% dei militari feriti in combattimento è rientrato in servizio.

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Arresti e interrogatori in Cisgiordania

Nel corso della notte, l’Idf ha svolto interventi in varie aree della Cisgiordania. Decine di persone ricercate sono state fermate e sottoposte a interrogatorio con l’accusa di avere preso parte ad attività terroristiche o di avere alimentato l’odio, anche attraverso messaggi di sostegno ad Hamas e agli attacchi del 7 ottobre 2023.

A Beit Duqqu, villaggio situato a nord-ovest di Gerusalemme Est, l’esercito è entrato in diverse abitazioni nelle prime ore della giornata. Secondo quanto riferito, alcuni residenti sono stati arrestati e interrogati direttamente sul posto.


Mattarella richiama alla condanna dell’odio

Nel giorno dell’anniversario degli attacchi del 7 ottobre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un appello contro le forme di violenza e discriminazione legate all’identità. Il suo messaggio ha indicato terrorismo, antisemitismo e odio etnico o religioso come fenomeni da respingere senza ambiguità.

«Siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa», ha affermato Mattarella.

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