Hebron, case segnate con una X: 300 famiglie allontanate
Dopo l’attacco a due soldati, l’esercito israeliano ha imposto restrizioni in due quartieri e disposto lo sgombero di centinaia di nuclei familiari
Trecento famiglie sono state allontanate dalle loro abitazioni in meno di mezza giornata nei due quartieri di Hebron sottoposti all’assedio. Le case evacuate sono state contrassegnate con una X nera, mentre altre duecento famiglie risultano ancora all’interno degli edifici.
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Le famiglie costrette a lasciare casa
L’operazione dell’Idf ha coinvolto centinaia di residenti, costretti a lasciare le proprie abitazioni. Il provvedimento ha interessato anche l’area indicata nel testo come Deir…
Le autorità militari hanno inoltre disposto circa 70 arresti. Il bilancio degli sgomberi e delle detenzioni si inserisce in una vasta operazione avviata nei quartieri posti sotto controllo.
Ordini rigidi nei quartieri assediati
Ai residenti è stato intimato di rimanere dentro casa e di non affacciarsi. L’ordine comprende anche il divieto di uscire sui balconi e la richiesta di tenere le luci spente.
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«Non uscire di casa, non affacciarsi alla finestra, non andare sui balconi, tenete le luci spente», è la disposizione comunicata agli abitanti, invitati ad attendere senza ricevere ulteriori spiegazioni.
Dopo l’attacco ai due soldati
L’azione è scattata dopo un attentato nel quale sono rimasti coinvolti due soldati. In seguito all’episodio, è stata ordinata l’evacuazione di un intero distretto di Hebron.
La misura ha suscitato accuse di punizione collettiva e richiami a quanto accaduto a Jenin. Nel frattempo, centinaia di persone restano coinvolte nelle conseguenze dell’ordine militare: alcune sono state fatte uscire, mentre altre devono ancora abbandonare gli edifici.
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