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Attualità 1 min di lettura15 ott

Hasan, l’appello dei 72 ex comandanti: stop alla trasmissione della pena

Generali e ammiragli in congedo contestano la scelta del Pentagono e chiedono di cancellare la diffusione online dell’esecuzione prevista il 3 dicembre.

La protesta nasce da una lettera firmata da 72 ex esponenti ai vertici delle forze armate statunitensi: secondo loro, mostrare pubblicamente la fucilazione di Nidal Hasan trasformerebbe una condanna capitale in uno spettacolo. Il gruppo si è rivolto al presidente, al Congresso e all’opinione pubblica per chiedere che il progetto venga fermato.

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La contestazione degli ex ufficiali

Tra i firmatari figurano 45 generali, 12 ammiragli e diversi ex avvocati militari. Nessuno di loro, si legge nell’appello, mette in discussione l’applicazione della pena di morte a Hasan; la critica riguarda esclusivamente la decisione di diffondere l’esecuzione in diretta.

Gli ex ufficiali definiscono l’iniziativa una violazione delle garanzie costituzionali statunitensi contro i trattamenti crudeli e inusuali. Nella loro presa di posizione invitano le istituzioni a intervenire per bloccare quello che considerano “un barbaro abuso di potere”.


Il rischio di trasformare la pena in spettacolo

La lettera sostiene inoltre che una trasmissione pubblica potrebbe offrire a Hasan una visibilità impropria, fino a trasformarlo in un “martire”. Gli autori temono che il momento dell’esecuzione perda così il carattere istituzionale previsto dalla sentenza.

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A loro giudizio, una punizione che dovrebbe conservare un tono “solenne e grave” finirebbe invece per diventare un evento destinato alla curiosità morbosa di chi assiste. La posizione è stata riportata da Cbs News.


La strage di Fort Hood

Hasan era uno psichiatra dell’esercito quando, nella base di Fort Hood, aprì il fuoco contro militari statunitensi disarmati. Nell’attacco morirono 13 soldati.

Il Pentagono aveva comunicato la scorsa settimana l’intenzione di trasmettere online l’esecuzione, fissata per il 3 dicembre. Proprio questa scelta ha spinto gli ex comandanti a rendere pubblico il loro appello e a chiedere un ripensamento prima della data stabilita.

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