Hakeem Jeffries verso la Camera Usa, primo presidente nero
Il deputato democratico di Brooklyn raccoglie l’eredità di Nancy Pelosi dopo la perdita della maggioranza nel 2022
Hakeem Jeffries si prepara a diventare il primo presidente nero della Camera degli Stati Uniti. Il deputato democratico di New York ha già guidato il suo partito al Congresso, dopo la successione a Nancy Pelosi nel 2022.
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Un ruolo decisivo per Jeffries
La carica di presidente della Camera è la più alta prevista dalla Costituzione all’interno del Congresso. In caso di impedimento per presidente e vicepresidente, chi occupa quel posto sarebbe il primo nella linea di successione alla Casa Bianca.
Jeffries arriverebbe alla guida dell’Assemblea mentre diverse conquiste ottenute durante il movimento per i diritti civili tornano al centro dello scontro politico. Il presidente Donald Trump lo ha attaccato in passato anche sui social, arrivando a pubblicare un fotomontaggio del leader democratico con un sombrero davanti alla Casa Bianca.
Le priorità politiche
Tra gli obiettivi indicati da Jeffries figurano il ripristino dei tagli alla sanità introdotti durante la presidenza Trump e misure contro il peso crescente delle spese sulle famiglie. Il deputato intende inoltre contestare la linea dell’amministrazione sulla guerra in Iran e opporsi alle politiche commerciali del presidente, soprattutto sul fronte dei dazi.
Sul tavolo ci sono anche il prezzo dell’assistenza sanitaria, i rincari di carburanti e alimenti, il conflitto iraniano, i rapporti tra Trump e Vladimir Putin sull’Ucraina e i timori per possibili episodi di corruzione.
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Dagli studi legali al Congresso
Nato a Brooklyn nel 1970, Jeffries è figlio di un veterano dell’Aviazione militare statunitense e di un’assistente sociale. Prima di entrare in politica ha esercitato la professione forense in un grande studio di New York.
Nel 2012 è stato eletto per la prima volta alla Camera, rappresentando un collegio di Central Brooklyn. I colleghi lo descrivono come un esponente misurato, capace di ricordare con precisione conversazioni e dettagli. Il deputato Josh Gottheimer ha raccontato che Jeffries passa con naturalezza dai riferimenti alla Bibbia a quelli del rapper Biggie Smalls.
L’ammirazione per Notorious B.I.G. è emersa anche durante i lavori parlamentari. Jeffries ha richiamato i testi del musicista almeno due volte: nel 2017, a vent’anni dalla sua morte in una sparatoria, e nel 2020, durante il procedimento di destituzione contro Donald Trump.
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