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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Granate sospese in Francia: liceali feriti e scuole chiuse

La mobilitazione per la crisi dell’istruzione pubblica ha già provocato oltre 200 feriti tra gli studenti, danni agli istituti e migliaia di arresti.

La sospensione delle granate assordanti è il primo effetto politico della protesta che sta scuotendo la Francia. La decisione del ministro dell’Interno Laurent Nuñez arriva dopo il ferimento di diversi minorenni durante le manifestazioni, mentre il bilancio complessivo supera i 200 liceali feriti.


La polizia finisce sotto esame

A Lens, un ragazzo di 15 anni ha perso una mano dopo essere entrato in contatto con una granata durante un corteo. A Saint-Ouen-l’Aumône, invece, il quattordicenne Eden ha riportato gravi lesioni al volto: l’agente coinvolto è stato incriminato per violenze commesse da un pubblico ufficiale, con conseguenze riconducibili a mutilazione o invalidità permanente.

Un altro adolescente, di 16 anni, ha perso l’uso di un occhio a Tours. Nel frattempo sono salite a 18 le verifiche affidate all’IGPN, l’organismo che indaga sui presunti abusi commessi dagli agenti. La gestione dell’ordine pubblico è così diventata uno dei nodi centrali del confronto tra governo e manifestanti.


Scuole danneggiate e lezioni sospese

Secondo Edouard Geffray, ministro dell’Istruzione, dall’inizio della mobilitazione sono rimasti feriti 88 lavoratori della scuola. Quasi la metà sarebbero dirigenti scolastici o loro vice, spesso individuati come bersagli diretti. Ventiquattro istituti, colpiti da incendi e saccheggi, non sono ancora nelle condizioni di riaprire.

La chiusura degli edifici impedisce a quasi 30mila studenti di seguire le lezioni in presenza. Il ministro ha riferito all’Assemblea nazionale che l’interruzione rischia di creare un forte svantaggio nel percorso scolastico. Anche il commercio ha subito conseguenze pesanti: i danni a centinaia di attività sono stimati tra 20 e 30 milioni di euro da Bfmtv.


La protesta non si ferma

La mobilitazione è nata dal malcontento per la situazione della scuola pubblica: mancano insegnanti, le classi sono sovraffollate e molti edifici vengono giudicati inadeguati. In breve tempo hanno aderito anche universitari, famiglie, docenti e sindacati, trasformando la contestazione in un movimento più ampio.

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Martedì 6 ottobre si è registrata la partecipazione più alta dall’inizio delle proteste. Il ministero dell’Interno ha contato 266mila persone in piazza, comprese 56mila a Parigi; gli organizzatori hanno invece parlato di 450mila partecipanti, di cui 100mila nella capitale. Il corteo si è svolto in larga parte senza incidenti, ma a Parigi sono scoppiati scontri alla fine della manifestazione.


Il governo prova a trattare

Il premier Sébastien Lecornu ha proposto alle scuole di dedicare mezza giornata, tra mercoledì e venerdì, al dialogo con gli studenti. Ha inoltre promesso una revisione di Parcoursup, il sistema per l’accesso all’università, con l’obiettivo dichiarato di renderne più semplici e comprensibili le procedure.

L’apertura dell’esecutivo non ha però bloccato le iniziative. Le organizzazioni studentesche hanno confermato nuovi blocchi per oggi e altre manifestazioni per giovedì. Tra le richieste figura un investimento di almeno 10 miliardi di euro, destinato a finanziare dieci interventi urgenti per l’istruzione.

Sul fronte della sicurezza, il bilancio comprende anche circa 700 agenti feriti. Dal 28 settembre, inoltre, gli arresti eseguiti nel quadro della mobilitazione hanno superato quota 6.500.

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