Genitori senza manuale: Elio Germano sfida i pregiudizi sulla famiglia
In “Noi un po’ meglio”, Daniele Luchetti racconta una coppia alle prese con l’adozione, tra desiderio, paure e aspettative imposte dall’esterno.
Diventare genitori può significare confrontarsi non soltanto con un desiderio personale, ma anche con le regole non scritte della società. È il nodo attorno al quale ruota “Noi un po’ meglio”, il nuovo film di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, presentato alla Festa del Cinema di Roma e disponibile su Netflix dal 29 ottobre.
La storia segue Simone e Lucia, una coppia tutt’altro che lineare che affronta il percorso dell’adozione. L’esperienza mette alla prova il loro rapporto e li costringe a interrogarsi sull’idea di famiglia, sulle proprie fragilità e sulle aspettative che spesso accompagnano la genitorialità.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Una coppia costretta a cambiare sguardo
Per interpretare Simone, Germano ha frequentato alcune caserme dei vigili del fuoco. Da quell’esperienza, ha spiegato l’attore, ha ricavato l’immagine di persone molto attente agli altri, capaci di sviluppare empatia e di mantenere la calma anche davanti a circostanze imprevedibili.
Il cuore del film, secondo Germano, è il tentativo di due individui diversi di abbandonare le proprie sicurezze. La relazione tra Simone e Lucia diventa così il racconto di un avvicinamento faticoso, in cui ciascuno deve imparare a considerare il punto di vista dell’altro.
«La relazione raccontata nel film è lo sforzo che ognuno fa per uscire dalla propria zona di sicurezza e andare incontro all’altro», ha detto Germano parlando del progetto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Famiglie giudicate prima dell’amore
L’attore ha collegato la vicenda anche al modo in cui vengono osservate le famiglie contemporanee, soprattutto quando sono coinvolti dei minori. A suo avviso, in questi casi riaffiorano timori e preconcetti legati all’idea che soltanto determinati assetti familiari siano adatti a crescere un figlio.
Il rischio, ha osservato, è concentrarsi sulla somiglianza di una famiglia con un modello considerato normale, invece di guardare alle cure e all’affetto che quella stessa famiglia è in grado di garantire. «Spesso si valuta il modello a cui una famiglia assomiglia e non l’amore che può offrire. E invece credo che sia proprio quello ciò che conta», ha dichiarato.
Germano ha inoltre sottolineato quanto la pressione sociale riguardi sia le donne sia gli uomini. La genitorialità viene spesso presentata come un percorso da affrontare secondo schemi già fissati, lasciando poco spazio all’incertezza e alla vulnerabilità che possono accompagnare una scelta così importante.
Continua a leggere
Zakharova sfida Meloni: «Ascolti Al Bano e riapra alla Russia»
La portavoce di Lavrov rilancia l’appello del cantante italiano contro le sanzioni e per una nuova apertura diplomatica verso Mosca.
Belli-Roncaccia, il confronto degenera: famiglia e carriera al centro
Nella casa del Grande Fratello Vip i due concorrenti si sono affrontati a muso duro, tra accuse sulla vita privata, critiche professionali e un faccia a faccia ravvicinato
Cortei a sorpresa, città blindate: la sfida del Movimento 17 ottobre
A poche ore dalle mobilitazioni contro il carovita cambiano i punti di ritrovo: il movimento annulla le piazze annunciate e le forze dell’ordine rafforzano i controlli
Milano, negozi aperti e piazze mobili: la protesta sfida l’allerta
Il Movimento 17 ottobre cambia all’ultimo momento i luoghi dei cortei, mentre a Milano e Roma vengono rafforzati i controlli dopo gli scontri del fine settimana precedente.