Gasolio, lo sconto finisce lunedì: il nuovo scenario alla pompa
Il taglio di 6,1 centesimi sulle accise è agli sgoccioli, ma le riduzioni applicate dalle compagnie stanno cambiando le prospettive sui prezzi.
Il conto alla rovescia riguarda il taglio delle accise sul gasolio, destinato a terminare lunedì dopo circa dieci giorni. Nel frattempo, però, la discesa dei prezzi praticati da diverse compagnie ha modificato il quadro: il carburante costa meno di pochi giorni fa e l’effetto degli sconti privati supera già quello della misura pubblica.
Le compagnie hanno cambiato il quadro
A fine settembre la media del gasolio sulla rete stradale era arrivata a 2,369 euro al litro. Oggi si attesta a 2,247 euro, mentre la benzina è passata da 2,152 a 2,052 euro al litro, pur non beneficiando da mesi di riduzioni analoghe.
La flessione è legata alle iniziative adottate dai principali operatori. Eni ha introdotto il 28 settembre un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, valido per trenta giorni e prorogabile. Nello stesso giorno è intervenuta Ip; nei giorni successivi si sono aggiunte Q8 e Tamoil, con ribassi estesi progressivamente ai rispettivi impianti.
Cosa accade senza nuovi tagli
La rete coinvolta è ormai ampia: risultano adeguate circa 3.847 stazioni Eni e quasi 3mila impianti Ip, per una copertura complessiva vicina a un terzo del totale. In meno di una settimana il gasolio ha perso 12,2 centesimi al litro, una diminuzione pari al doppio dello sconto fiscale in scadenza.
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Senza un ulteriore intervento pubblico, il prezzo medio teorico salirebbe a circa 2,308 euro al litro. Sarebbe comunque un valore inferiore a quello registrato cinque giorni prima, quando la rilevazione di lunedì 28 settembre segnava 2,369 euro.
Il Governo punta sulle accise mobili
Per il periodo successivo alla scadenza, l’esecutivo ha indicato il ricorso alle accise mobili. Giorgia Meloni ne ha parlato dopo il Consiglio dei ministri del 16 settembre, spiegando che lo Stato sarebbe tornato «a riversare i maggiori proventi» per contenere «il più possibile il costo alla pompa».
La stessa impostazione è stata richiamata nella comunicazione trasmessa alla Commissione europea. Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente, ha poi confermato la direzione durante un incontro sull’energia a Milano, lasciando tuttavia margini di cautela: «Al momento posso dirvi di sì».
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