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Attualità 1 min di lettura10 ore fa

Garlasco, Marino rompe il silenzio: i reperti al centro del nuovo fascicolo

Il consulente del Ris vuole intervenire davanti ai giudici mentre tornano sotto esame analisi, Dna maschile e accertamenti sulla bicicletta di Stasi

Il caso di Garlasco riporta sotto i riflettori il lavoro svolto dal Ris Marino, che ha manifestato la volontà di intervenire in aula: «Vorrei parlare in aula». La sua posizione si intreccia con il fascicolo bis aperto dai pm di Pavia, nel quale sono confluiti diversi aspetti degli accertamenti eseguiti durante le indagini.


Marino chiede spazio nel procedimento

Marino operò come consulente della procura di Vigevano. Oggi quelle verifiche vengono nuovamente considerate nell’ambito dell’inchiesta pavese, con particolare attenzione alle modalità con cui furono condotte e interpretate.

La richiesta di essere ascoltato arriva mentre il procedimento torna a interrogarsi su alcuni passaggi tecnici della vicenda. Tra questi figurano le controanalisi, il controllo del sangue sulla bicicletta appartenuta a Stasi e la presenza di materiale genetico maschile.

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Gli accertamenti finiti sotto esame

Un ulteriore punto riguarda la sorte dei reperti, compresa la loro distruzione. La questione si aggiunge agli altri elementi ora richiamati nel fascicolo bis e contribuisce a riaprire il confronto sulle attività investigative svolte all’epoca.

Il quadro comprende dunque più filoni: le analisi ripetute, il test effettuato sulla bici di Stasi, il Dna maschile e la gestione dei reperti. Sono gli stessi accertamenti nei quali Marino ebbe un ruolo come consulente della procura di Vigevano e che oggi i pm di Pavia stanno nuovamente esaminando.

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