Garlasco, l’impronta 33 fa esplodere il caso Sempio: il retroscena
Le intercettazioni raccontano il contrasto tra i familiari di Sempio e il consulente Garofano, fino alla fine della collaborazione e ai dubbi sui rapporti con Tizzoni
Le conversazioni intercettate mostrano una frattura maturata attorno all’impronta 33 e al lavoro del consulente Garofano. Al centro del contrasto ci sono le perplessità espresse dalla famiglia Sempio sulle valutazioni tecniche e sui rapporti tra il consulente e l’avvocato dei Poggi.
Il dubbio sull’impronta 33
Dalle telefonate emerge che i genitori di Sempio non condividevano pienamente l’impostazione seguita sull’impronta 33. Il tema avrebbe alimentato divergenze sempre più marcate tra la famiglia e il proprio tecnico di riferimento.
Nelle conversazioni, la madre di Sempio sostiene che Garofano e Tizzoni possano temere l’emersione di una ricostruzione diversa. Il contenuto delle intercettazioni restituisce così il clima di sospetto maturato attorno alla vicenda, senza modificare il dato centrale: il dissenso riguardava soprattutto l’interpretazione dell’impronta.
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La rottura tra famiglia e consulente
Il rapporto tra i familiari e Garofano si sarebbe poi interrotto. Prima della rottura, però, i genitori di Sempio avevano manifestato riserve anche sulla vicinanza professionale tra il loro consulente e l’avvocato dei Poggi.
Secondo quanto riferito nelle conversazioni, quei legami erano considerati troppo stretti per una collaborazione ritenuta delicata. Le intercettazioni documentano quindi non soltanto il confronto su un elemento dell’indagine, ma anche la progressiva perdita di fiducia nei confronti del tecnico incaricato dalla famiglia.
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