5.000Lettori online ora
Attualità 3 min di letturaieri

Garlasco, la nuova svolta: Sempio verso il possibile processo

La Procura di Pavia ha notificato la chiusura delle indagini: restano aperti i nodi sull’impronta, sulle scarpe e sulla dinamica della morte di Chiara Poggi.

I legali della famiglia di Chiara Poggi contestano la lettura delle nuove acquisizioni investigative e sostengono che non siano emersi elementi davvero inediti rispetto al processo contro Alberto Stasi. Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna auspicano che la vicenda arrivi presto davanti alla Corte d’Appello, così da verificare l’assenza di novità utili a individuare un diverso responsabile.

La conclusione dell’inchiesta su Andrea Sempio non produce automaticamente una richiesta di processo. La Procura di Pavia dovrà valutare le memorie, i documenti e le eventuali richieste di ulteriori accertamenti presentati dalle parti; soltanto in seguito deciderà se chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato.


Il fascicolo riapre il fronte giudiziario

L’avviso di chiusura delle indagini è stato notificato alla difesa di Sempio, nuovamente iscritto per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi. Il passaggio consente agli interessati di esaminare gli atti raccolti negli ultimi mesi e di intervenire prima delle determinazioni finali dei magistrati.

Un eventuale processo a carico di Sempio potrebbe incidere anche sulle iniziative annunciate dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto di Garlasco. La Procura, tuttavia, precisa che nessuno ha presentato al Procuratore Generale una richiesta diretta a promuovere la revisione della sentenza.


Impronta e scarpa restano centrali

Tra gli elementi ribaditi dagli ultimi accertamenti figura l’impronta numero 33, individuata sul muro della scala dove fu trovato il corpo. Per i consulenti della Procura, il segno resta riconducibile ad Andrea Sempio; non è inoltre possibile escludere che la persona che lasciò quella traccia avesse sangue sulle mani.

Le verifiche sulle calzature non hanno evidenziato una incompatibilità fisica tra il piede di Sempio e l’orma attribuita all’assassino. La traccia è stata associata a una scarpa Frau numero 42, misura ritenuta compatibile con le dimensioni del piede dell’indagato.


I nuovi dubbi sul caso Stasi

Nel fascicolo è confluita anche una consulenza depositata dalla difesa di Alberto Stasi. Il documento richiama due controanalisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione che aveva segnalato la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta.

Secondo i legali di Stasi, quei controlli avrebbero dato esito completamente negativo e avrebbero potuto favorire l’ex fidanzato della vittima già all’epoca. La Procura osserva però che di tali esami non sarebbe stata trovata traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato contro Stasi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Una morte forse non immediata

Le valutazioni affidate a Cristina Cattaneo e all’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone descrivono una successione di lesioni non necessariamente coincidente con il momento del decesso. Chiara Poggi potrebbe essersi difesa e alcuni colpi potrebbero essere stati inferti durante un’aggressione prolungata.

Per i consulenti, una parte dei traumi al capo e al volto potrebbe essere maturata nel corso di una colluttazione. L’intervallo tra le lesioni e la morte viene stimato in almeno 15-30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva arrivata fino a 60 minuti.


La consulenza psichiatrica è ferma

Sul piano psichiatrico non è stato possibile arrivare a una conclusione sulla capacità di intendere e di volere di Sempio al momento dei fatti, né sulla sua eventuale capacità di affrontare un processo. Il consulente Roberto Catanesi ha spiegato che l’analisi degli elementi investigativi avrebbe dovuto essere completata con una valutazione clinica diretta.

Sempio ha rifiutato di sottoporsi alla visita. Per questo, secondo il consulente, mancano dati sufficienti per rispondere ai quesiti in modo adeguatamente motivato; gli accertamenti sulla sua capacità, allo stato, restano quindi sospesi.


Gli ultimi ascolti degli investigatori

Tra le persone sentite nella fase conclusiva dell’inchiesta c’è Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, ascoltato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. Il colloquio avrebbe riguardato le attività scientifiche del 2007, i reperti collegati alla bicicletta di Alberto Stasi e gli esami genetici.

Negli stessi giorni gli inquirenti hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni militari impegnati nelle indagini del 2017. Ora la Procura dovrà esaminare le iniziative delle difese prima di stabilire se portare Sempio davanti a un giudice.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere