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Attualità 2 min di lettura13 min fa

Galliani sfida Malagò per la presidenza della Figc

La Serie A dovrebbe confermare Malagò, ma l’appoggio delle componenti tecniche offre a Galliani un vantaggio iniziale

Giovanni Malagò e Adriano Galliani si avviano a contendersi la presidenza della Figc. L’ufficialità delle due candidature è attesa nelle prossime ore, dopo la raccolta delle firme necessarie.

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Galliani parte dalle componenti tecniche

Il sostegno dell’AIC, insieme a quello dell’AIAC, colloca Galliani in una posizione iniziale favorevole. Le componenti tecniche rappresentano complessivamente il 30% dei voti federali e il loro appoggio sarebbe stato acquisito prima dell’avvio dell’operazione elettorale.

A favorire il dirigente brianzolo ci sarebbe anche il rapporto con l’avvocato Viglione, figura vicina agli ambienti tecnici. Marotta e il suo alleato Luca Percassi lo hanno indicato più volte come possibile segretario generale. Da qui al 14 dicembre, data prevista per l’elezione, la contesa si allargherà alle altre componenti.


Malagò resta in corsa

La Serie A dovrebbe confermare Malagò come proprio candidato, raggiungendo il quorum di 11 club su 20. Il risultato sarebbe comunque più contenuto rispetto a giugno, quando i consensi erano stati 19 su 20; inoltre, alcune doppie firme hanno alimentato dubbi sulla consistenza reale del sostegno.

L’obiettivo di Marotta era impedire che Malagò ottenesse la candidatura della Lega. Senza quella designazione, Galliani avrebbe potuto presentarsi come unico aspirante alla presidenza. Il piano non è riuscito: Malagò ha mantenuto il respaldo necessario anche grazie alla sua capacità di convincere i club e alle perplessità emerse tra diverse società sull’attivismo di Marotta e Percassi.

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Il voto degli altri club

L’esito della Serie A non esaurisce la partita. I Dilettanti dispongono da soli del 34% dei voti e potrebbero incidere in modo decisivo sul risultato finale. Il loro riferimento, Giancarlo Abete, ha già mostrato distanza da Malagò, contro il quale si era candidato quattro mesi fa.

Abete è però in conflitto aperto con i calciatori, schierati con Galliani, e non sembra favorevole alla soluzione del commissariamento. Per questo le alleanze restano difficili da prevedere: Leghe e componenti potrebbero muoversi separatamente e decidere soltanto al momento del voto segreto.


La strategia di Marotta

La conferma di Malagò nella corsa rappresenta un arretramento per Marotta, presidente dell’Inter e figura oggi dominante nella Lega. Il suo tentativo era chiudere subito la partita, ma la candidatura dell’ex presidente del Coni è sopravvissuta alle pressioni degli ultimi giorni.

L’appoggio dei calciatori e degli allenatori ha così fatto scattare il piano alternativo: Galliani correrà con il sostegno delle componenti tecniche, anche se la Serie A potrebbe non essere interamente dalla sua parte. I consensi dei Dilettanti e delle altre aree federali saranno quindi determinanti per definire l’esito del 14 dicembre.

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