Francia sotto pressione: lutto per la sparatoria e 70mila agenti in strada
Macron denuncia un attacco terroristico e razzista mentre Lecornu prepara una massiccia mobilitazione di sicurezza per le proteste sul caro vita.
La Francia affronta una fase di forte tensione su due fronti: da una parte le proteste contro il caro vita, dall’altra la sparatoria avvenuta nei comuni di Trappes e La Verrière. Il presidente Emmanuel Macron ha parlato di un Paese in lutto, mentre il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato un dispositivo di sicurezza imponente in vista delle nuove manifestazioni.
Nel territorio nazionale sono pronti a essere impiegati 70mila agenti. A Parigi e Bordeaux diversi negozi hanno già protetto le vetrine e le autorità hanno disposto il divieto di manifestare in tutto il Paese.
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Macron: attacco di gravità estrema
In un messaggio diffuso sui social, Macron ha definito terroristica la sparatoria e ne ha sottolineato la matrice razzista. Il presidente ha ricordato che Pengo Bossio Wangi è morto e che altre cinque persone sono ricoverate in condizioni critiche; tra loro c’è anche una bambina che lotta per la vita.
«La Nazione è in lutto in seguito all’attentato terroristico. Ci troviamo di fronte a un atto di estrema gravità che, per la sua conclamata natura razzista, segna una svolta per il nostro Paese», ha scritto il capo dello Stato. Macron ha inoltre assicurato sostegno alle vittime e ai loro familiari, indicando nell’unità nazionale, nella sicurezza e nei valori condivisi gli obiettivi da difendere.
Lecornu teme nuove tensioni
Il primo ministro ha parlato da Limoges, nell’Alta Vienne, dove il clima resta particolarmente delicato dopo gli scontri del 17 ottobre. Secondo Lecornu, il rischio non riguarda soltanto le frange dell’estrema sinistra, ma anche i gruppi criminali che possono approfittare del caos per compiere furti e alimentare ulteriore disordine.
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«Il livello di minaccia rimane elevato», ha dichiarato il premier, spiegando che il piano di sicurezza è stato aggiornato alla luce degli episodi precedenti. L’obiettivo è garantire il controllo delle strade durante una giornata che si annuncia caratterizzata da nuove proteste e possibili tensioni.
Ricostruzione per il municipio
Durante la visita a Limoges, Lecornu ha affrontato anche il tema della distruzione del municipio cittadino. Il governo, ha assicurato, garantirà la presenza dello Stato e finanzierà il ripristino dell’edificio nella sua configurazione precedente.
Il primo ministro ha inoltre precisato che il Comune non dovrà sostenere i costi della ricostruzione. La spesa, ha spiegato, non ricadrà quindi sui contribuenti locali, mentre l’attenzione delle autorità resta concentrata sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla protezione degli obiettivi più esposti.
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